Spesa farmaci, Aifa attesta sfondamento di 1,5 miliardi, tutti dovuti a spesa diretta

Spesa farmaci, Aifa attesta sfondamento di 1,5 miliardi, tutti dovuti a spesa diretta

Roma, 4 febbraio -Nessuna nuova, cattiva nuova: la spesa farmaceutica pubblica continua a sfondare il tetto previsto, per demerito esclusivo della componente per acquisti diretti, schizzata al 9,27% del Fsn (contro il limite del 6,69% programmato) con un disavanzo-monstre di  2,2 miliardi di euro,  al netto al netto dei pay-back vigenti e dei fondi per gli innovativi non oncologici e innovativi oncologici.

I dati arrivano dal documento Aifa relativo al monitoraggio mensile della spesa farmaceutica nazionale e regionale per il periodo gennaio/settembre 2019, reso disponibile venerdì scorso dall’agenzia su questa pagina del suo sito.

All’opposto la spesa farmaceutica convenzionata, riferita ai farmaci erogati dalle farmacie di comunità, continua a scivolare sul piano inclinato del decremento. Nel periodo gennaio-settembre 2019, al netto di sconti, ticket (regionali e compartecipazione al prezzo di riferimento) e pay-back, si è infatti attestata a 5,83 miliardi di euro, evidenziando una diminuzione rispetto all’anno precedente  di 9,5 milioni di euro. Il riepilogo della spesa farmaceutica convenzionata netta nel periodo gennaio-settembre 2019 nelle singole Regioni evidenzia una grande variabilità:  il calo più consistente, in termini percentuali, si registra in Abruzzo (-7,8% rispetto al 2018), seguito dalla Sardegna (-3,8%) e quindi, via via, da altre 10 Regioni contrassegnate dal segno meno. Marcano un incremento, invece, altre otto Regioni, tra le quali spiccano Emilia Romagna (+2,5%), Lombardia (+2,2%) e Sicilia e Basilicata, entrambe con un +1,2%, seguite – con aumenti dello zero virgola – da Calabria, Molise, Umbria e Val d’Aosta. Il Lazio è l’unica regione dove la spesa convenzionata in farmacia rimane esattamente al livello del 2018.

Rispetto al 2018 cala anche, sia pure leggermente (- 0,4%),  il numero di ricette, che si attesta a 429,7 milioni. Per contro, i dati registrano un incremento dello +1,2% (+201,3 milioni) delle dosi giornaliere dispensate.

In termini complessivi,  la spesa del periodo gennaio-settembre 2019 si è attestata a 14,2 miliardi di euro, evidenziando uno scostamento assoluto rispetto alle risorse complessive del 14,85% (12.678,1 mln di euro) pari a 1.544,9 mln di euro, corrispondente ad un’incidenza percentuale sul Fondo sanitario nazionale del 16,66%.

Il riepilogo della spesa farmaceutica convenzionata netta nel periodo gennaio-settembre 2019, nelle singole Regioni, rispetto allo stesso periodo del 2018 i relativi alle Regioni, si constata che essi sono perfettamente in linea con i trend relativi all’ultima rilevazione: Abruzzo (-7,8%), Sardegna (-3,8%) e Provincia Autonoma di Bolzano (-2,6%) quelle a maggior scostamento, mentre Campania (-0,3%), Provincia Autonoma di Trento (-0,6%) e Piemonte (-0,8%) le Regioni con la minor flessione. Segno positivo, invece, per Lombardia (+2,2%) ed Emilia Romagna (+2,5%) e Basilicata e Sicilia (+1,2%).

Print Friendly, PDF & Email
Condividi