Assosalute, segnali di ripresa per il mercato dell’automedicazione, che sfiora i 2,5 miliardi

Assosalute, segnali di ripresa per il mercato dell’automedicazione, che sfiora i 2,5 miliardi

Roma, 5 febbraio – In linea con le previsioni, il mercato dell’automedicazione tiene a livello di consumi (sostanzialmente stabili, con 277 milioni di confezioni esitate) e registra addirittura un piccolo ma apprezzabile incremento a valori (+ 2,7% rispetto all’anno precedente, con una leggerissima flessione del -0,4%), arrivando a sfiorare i 2,5 miliardi di euro.

Sono i numeri di sintesi (elaborati da Assosalute, la sigla dei produttori dei farmaci da automedicazione, su dati rilevati da Iqvia) del mercato dell’automedicazione nel 2018, che dopo un biennio di fatturati e consumi in diminuzione, attestano qualche timido segnale di ripresa, grazie soprattutto alla maggiore diffusione delle sindromi influenzali e da raffreddamento nel corso della stagione influenzale 2017/2018, la più “virulenta” in termini di incidenza a far data  dalla stagione 2004/2005.

Dal bilancio tirato da Assosalute per l’anno 2018, emerge la conferma di come i trend del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione siano in ogni caso strettamente collegati alla stagionalità e dipendano quindi dalla comparsa o meno di specifici disturbi. L’incremento della spesa a valori (in controtendenza con la leggera flessione dei consumi) si spiega con la variazione del mix di consumo verso nuovi prodotti e nuove confezioni. Trova anche conferma un altro dato ormai strutturale, ovvero la diversa propensione alla spesa out of pocket tra il Nord e il Sud del Paese, e torna ad emergere il mancato allargamento dell’offerta a nuove aree terapeutiche e a principi attivi già “sdoganati” per la libera vendita in molti altri Paesi europei ma non ancora disponibili come farmaci Otc in Italia.

“Il 2018 ha segnato la ripresa del settore italiano dei farmaci senza obbligo di ricetta” è il commento di Maurizio Chirieleison (nella foto), presidente di Assosalute “una crescita che, per quanto condizionata dalla minore o maggiore incidenza dei malanni di stagione, rende merito alle aziende del comparto che investono quotidianamente nell’ innovazione dei dosaggi e delle formulazioni per migliorare costantemente il profilo di efficacia e sicurezza che caratterizza i farmaci di automedicazione”.

“I medicinali da banco sostengono la salute dei singoli e possono dare un contributo importante anche alla ridefinizione della governance farmaceutica e alla sostenibilità del Ssn” aggiunge il presidente dell’associazione dei produttori. “Per questo resta fondamentale un allineamento del mercato dell’ automedicazione italiano a quello europeo che permetterebbe, insieme ad azioni condivise di informazione ed educazione, a una corretta gestione della crescente autonomia in tema di salute e benessere di liberare risorse pubbliche. Ciò implica la valorizzazione economica, sociale e industriale del settore e delle caratteristiche distintive dei farmaci Otc rispetto agli altri prodotti per la salute presenti sul banco del farmacista, ma che farmaci non sono”.

La contrazione dei consumi sul lungo periodo emersa dall’analisi dei dati Iqvia, però, è anche il prodotto dell’insidiosa concorrenza dei prodotti notificati (integratori, erboristici, omeopatici, eccetera) che per la loro connotazione volutamente terapeutica rischiano spesso di essere confusi con i farmaci da banco. Tali prodotti erodono quote di mercato ai farmaci senza obbligo di prescrizione grazie ad un trend di crescita ormai consolidato e che si conferma anche nel 2018: +2,6% e +5,0% rispettivamente l’ aumento dei consumi (per quasi 292 milioni di confezioni) e dei fatturati (per un giro d’ affari complessivo di 4,2 miliardi di euro).

Qualche dato: gli Otc (over the counter) registrano performance migliori dei farmaci Sop, pur nella cornice di trend sostanzialmente simili:  i consumi restano infatti sostanzialmente stabili, ancorché di segno negativo, per i primi (-0,2%) e sono invece in contrazione, seppur di misura, per i secondi (-0,9%), mentre i fatturati presentano un andamento decisamente più dinamico per gli Otc, che segnano un +3,3% decisamente più probante del  debole +1,0% dei Sop.

Non cambia pressochè nulla per quanto riguarda i canali di vendita: la farmacia continua a essere per grande distacco il leader di questo mercato, con quote di mercato pari al 91% a volumi e al 92,4% a valori. Bene anche le parafarmacie, che registrano un incremento sia a volumi sia a valori (pari nel 2018, rispettivamente, a 5,9% e 5,3%, contro il 5,6% e del 5,1% del 2017), in larga parte dovuto a un buon andamento delle vendite. Un risultato positivo realizzato prevalentemente a spese della quota di mercato dei corner della Gdo, in lieve diminuzione.

 

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