Enpaf, Conasfa chiede la cancellazione della “finestra di disoccupazione”

Enpaf, Conasfa chiede la cancellazione della “finestra di disoccupazione”

Roma, 6 febbrio – Promuovere un’azione comune per raggiungere il risultato “minimo” (rispetto alle soluzioni che occorrebbero, su tutte la revisione dell’obbligatorietà di iscrizione all’Enpaf come condizione per l’esercizio della professione) della cancellazione della “finestra di disoccupazione”, così che ogni professionista, per qualsiasi periodo di disoccupazione involontaria singolo e/o multiplo nella propria vita lavorativa, possa mantenere la quota “contributiva d’ingresso all’atto della prima iscrizione all’Albo”, con il diritto alla riduzione nelle varie percentuali o alla corresponsione del solo contributo di solidarietà.

Questa la richiesta che Conasfa, l’Associazione nazionale professionale dei farmacisti non titolari, ha avanzato a “tutte le organizzazioni di categoria, ai presidenti di Ordine presenti nell’Assemblea nazionale e al Consiglio nazionale Enpaf“.

Ricordate le “situazioni di notevole difficoltà” vissute dai  farmacisti dipendenti anche per effetto delle evoluzioni molto repentine (“mai riscontrate nei decenni passati”) intervenute nel settore, dopo decenni di stasi normativa, anche sul terreno legislativo, in un comunicato stampa diffuso ieri il sodalizio presieduto da Silvera Ballerini (nella foto) si concentra appunto sulla “finestra di disoccupazione”, vincolo con una procedura anacronistica che a nostro avviso può avere una soluzione definitiva.
“L’estensione della ‘finestra’, in passato, è già avvenuta da 5 a 7 anni, estensione ormai decaduta. Per questa problematica, molti colleghi per scarsa conoscenza/informazione e per calcoli e procedure articolate” argomenta Conasfa “sono stati costretti a cancellarsi dall’Ordine di appartenenza, per non incorrere in un aumento di oneri contributivi difficilmente sostenibili e in ‘contrasto’ con le loro attuali possibilità economiche. Il risultato è una discriminazione e una perdita di professionisti sul campo”.
Conasfa riconosce che, sulla questione, l’Enpaf in questi anni “è stato disponibile all’ascolto, a migliorare l’informazione, a scendere sul territorio con incontri informativi in tutta Italia e a concorrere alla parziale apertura della finestra”. Della quale però, a causa dell’opposizione dei ministeri vigilanti (i cui rappresentanti, come è noto, siedono nel Consiglio di amministrazione della cassa professionale), non è stato possibile consentire di continuare la fruizione né pensare al suo ampliamento.

Da qui la richiesta di Conasfa a tutte le componenti della professione di un impegno congiunto per risolvere definitivamente il problema.

 

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