Francia, nel 2019 chiuse 235 farmacie: la nuova remunerazione non ferma la crisi

Francia, nel 2019 chiuse 235 farmacie: la nuova remunerazione non ferma la crisi

Roma, 7 febbraio – Sono 235 le farmacie francesi costrette a chiudere i battenti nel 2019. Lo comunica, in un comunicato stampa che vuole anche essere un grido di allarme e del quale riferisce Le Quotidien du Pharmacien, la Federazione dei sindacati delle farmacie territoriali (Fspf), spiegando che la cessazione dell’attività (per fallimento o per  fusione con un altro esercizio) è strettamente conseguente ai vincoli economici che gravano sulla rete.

Fspf evidenzia come tutte le risorse derivanti dal rapporto convenzionale con le assicurazioni malattie siano in calo rispetto al 2016 e come la situazione sia purtroppo destinata a peggiorare per il taglio o il venir meno dei proventi di quei Rosp (acronimo che sta per remunerazione di obiettivi di salute pubblica) che avrebbero dovuto essere uno degli assi portanti del nuovo sistema di remunerazione delle farmacie francesi. In particolare, il Rosp per la sostituzione generica sarà tagliato di 50 milioni di euro, mentre altri Rosp (come ad esempio quelli per il dossier clinico condiviso e per  le interviste farmaceutiche finalizzate al monitoraggio e alla promozione dell’aderenza alle terapie) non hanno prodotto “il rendimento atteso”.

Il sindacato sottolinea come l’aumento dei compensi comunque registrato dalle farmacie nel 2019 sia “essenzialmente legato a tre fattori che non hanno nulla a che fare con i nuovi accordi convenzionali: l’aumento molto significativo della quota di farmaci rimborsabili ad alto costo, la sovraperformance degli onorari di dispensazione legati all’età e infine l’estensione dell’elenco delle specialità che danno diritto all’onorario per la dispensazione dei cosiddetti medicinali ‘specifici’ (Hde)”.

In totale, secondo i calcoli di Fspf, questi tre fattori hanno portato alla rete delle farmacie quasi 100 milioni di euro, in media 4.600 euro per esercizio. “Senza di essi” afferma il sindacato presieduto da Philippe Besset  “la nuova remunerazione regolamentata sarebbe aumentata nel 2019 di soli 22 milioni di euro, ovvero circa 1.000 euro in media a farmacia”.

Per il sindacato, la dotazione economica destinata agli onorari professionali delle farmacie per le prestazioni realtive agli obiettivi di salute pubblica è insufficiente per compensare il calo dei prezzi dei farmaci. “La volontà della professione di impegnarsi in obiettivi di salute pubblica è reale, ma vanno ridiscussi alcuni dei contenuti introdotti nella convenzione nazionale, in particolare quelli relativi alle modifiche 11 e 19, rivelatesi inutili e nel secondo caso addirittura dannose. Con il risultato” conclude il sindacato “che sempre più farmacie vengono lasciate indietro“.


Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Facebook
LinkedIn