Istat, sempre più in basso la produzione industriale, cala anche la farmaceutica (-0,2%)

Istat, sempre più in basso la produzione industriale, cala anche la farmaceutica (-0,2%)

Roma, 11 febbraio – Quella che era una delle locomotive dell’economia italiana sembra aver smesso di tirare e, visti i chiari di luna, è una pessima notizia. Ma i dati dell’ultimo bollettino Istat sulla produzione industriale, relativo  al dicembre 2019, parlano chiaro: la rilevante diminuzione della produzione industriale nazionale (- 2,7% rispetto a novembre, ma per l’indice corretto per gli effetti di calendario si stima una flessione, in termini tendenziali, del 4,3%) ha colpito questa volta anche il comparto farmaceutico,  fin qui caratterizzatosi per un positivo andamento anticiclico.

Anche l’industria dei farmaci, nel 2019, è costretta a registrare una crescit negativa (-0,2%), con il calo più marcato proprio a dicembre  (-5,4% , rispetto a novembre).

La diminuzioni sono comunque importanti in tutti i comparti manifatturieri: fioccano segni meno per  beni intermedi (-2,8%), energia e beni di consumo (-2,5% per entrambi) e i beni strumentali (-2,3%).
I soli settori di attività economica che registrano incrementi tendenziali sono la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+5,3%), l’industria alimentare, bevande e tabacco (+2,9%) e le altre industrie (+1,1%).

Per il resto, precipita la i rimanenti settori le maggiori flessioni si registrano nelle industrie (-10,4%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9,3%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-7,7%)”.

“Nel complesso del 2019 la produzione industriale ha mostrato una diminuzione rispetto all’anno precedente, la prima dal 2014” commenta l’Istituto di statistica, sottolineando la flessione  più marcata dei beni intermedi e quella più contenuta per i beni strumentali. Un lieve incremento ha caratterizzato invece la produzione di beni di consumo e di energia. “Considerando l’evoluzione congiunturale dello scorso anno,si è registrato un aumento solo nel primo trimestre (al netto dei fattori stagionali), mentre nei successivi si sono avute continue flessioni, con un calo più marcato negli ultimi tre mesi dell’anno” conclude l’Istat, aggiungendo che  anche la dinamica tendenziale dell’indice corretto per gli effetti dicalendario è stata negativa per quasi tutti i mesi del 2019.

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