Francia, pubblicata la legge, è ufficiale la vendita dei farmaci per unità

Francia, pubblicata la legge, è ufficiale la vendita dei farmaci per unità

Roma, 12 febbraio – Ci sono voluti meno di due anni, in Francia, affinchè l’ipotesi di vendere i farmaci per unità diventasse realtà. La norma che la consente, la cosiddetta legge antispreco (Loi antigaspi) del 10 febbraio 2020, è stata infatti pubblicata ieri sulla Gazzetta ufficiale francese.

La legge, che mira tra l’altro a ridurre rifiuti, oggetti monouso e imballaggi, prevede appunto, all’articolo 40, che per evitare lo spreco di farmaci  “quando la loro forma farmaceutica lo consente, la consegna di alcune medicine in farmacia può essere fatta per unità”.

L’elenco dei farmaci in questione sarà oggetto di un decreto dei ministri responsabili della sanità e della sicurezza sociale. Previsto anche un provvedimento che regolerà, specificandole, le modalità  della dispensazione per unità in materia di imballaggio, etichettatura e informazione dei pazienti.

Contro la dispensazione per unità si erano espressi negativamente, nei mesi scorsi, le principali sigle della farmacia. L’Unione dei sindacati dei farmacisti (Uspo) considera la misura inutile, se non addirittura controproducente, a fronte della previsione di inserire nella prossima convenzione tra farmacie e assicurazioni malattia l’istituto della dispensation adaptée, ovvero la possibilità di sconfezionare i farmaci per adattare il numero di dosi alle effettive esigenze dei pazienti, rispondendo così alla necessità di favorire l’appropriatezza e l’aderenza e di ridurre gli sprechi.

La Federazione dei sindacati delle farmacie (Fspf),  oltre a far pervenire sia all’Eliseo sia al ministero della Salute la propria opposizione alla misura, ha anche cercato di contrastarla in Parlamento, favorendo e appoggiando la presentazione di due emendamenti (a firma della deputata dell’Aude, Mireille Robert), uno abrogativo e l’altro correttivo. Il primo emendamento chiedeva appunto la cancellazione tout court dell’articolo dedicato ai farmaci. Il secondo chiedeva invece di limitare  la dispensazione per unità,  ove adottata, a determinati farmaci (quelli per i quali è già prevista la consegna  per unità, come i narcotici, ma anche ad alcuni antibiotici).

Sullo sfondo, però, c’è anche un aspetto economico: secondo Philippe Besset, presidente di Fspf, la norma dovrebbe infatti essere accompagnata dalla previsione di una remunerazione per la farmacia. “La dispensazione per unità non può essere prevista senza una compensazione economica, che peraltro già chiediamo da anni per i narcotici” ha affermato Besset, motivando la sua richiesta con alcune stime: l’arrivo della dispensazione per unità posologiche per tutti i farmaci  comporterebbe conseguenze logistiche e organizzative per le farmacie già robotizzate dell’ordine di  200.000 euro,  oltre a impore l’assunzione di almeno un altro farmacista per far fronte alle nuove incombenze. E Governo e Parlamento, scondo Besset, non possono davvero pensare che a sostenere questi costi siano le sole farmacie.

Cè poi anche un altro aspetto che la nuova misura dovrà preoccuparsi di chiarire, e molto bene, prima della sua entrata in vigore, al più tardi il 1° gennaio 2022: la tracciabilità dei farmaci dispensati per unità, che costituisce forse la maggiore criticità da affrontare e risolvere.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Facebook
LinkedIn