Amsi: “Su 5mila giovani medici il 70% è precario. E c’è chi prende 7 euro l’ora”

Amsi: “Su 5mila giovani medici il 70% è precario. E c’è chi prende 7 euro l’ora”

Roma, 13 febbraio – Poi dice che se ne vanno dell’Italia: su un campione di 5 mila medici, ricercatori italiani e stranieri, rivoltosi allo Sportello Amsi Online negli ultimi due anni con l’obiettivo di cercare una sistemazione migliore in Italia, il 70% è  risultato sottopagato, con una  paga di 7 euro all’ora nelle cliniche private.

A rendere noto il dato sono l’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), l’Unione medica euromediterranea (Umem) e il Movimento internazionale transculturale inter professionale “Uniti per Unire” (UxU),  illustrando una ricerca sul fenomeno dei giovani medici sottopagati. Ne riferisce un lancio dell’agenzia Dire.
Cinque le domande rivolte ai giovani su lavoro, trattamento economico, specializzazione, meritocrazia e motivo per cui lasciare l’Italia. Tra i 2.500 medici italiani, i 1.500 stranieri e i 1.000 ricercatori, il 50% afferma di essere pagato in ritardo in base al pagamento delle assicurazioni; il 90% dei medici stranieri giovani cerca di inserirsi nel Ssn ma non riesce per mancanza o di cittadinanza o di specializzazioni, mentre il 95% dei medici specialisti italiani e stranieri in area chirurgica cerca di fuggire all’estero.

Il 95% dei ricercatori italiani è precario e prende circa 1.500 euro al mese senza alcuna garanzia per il futuro. Ancora: il 60% dei medici di origine straniera è rappresentato da seconde generazioni con cittadinanza italiana, il 100% degli intervistati chiede più borse di specializzazioni, più stabilità e garanzie per tutti e no alle promesse non praticabili; il 100% degli intervistati crede che se ci fossero serie volontà politiche si potrebbero risolvere in pochi anni la carenza dei medici specialisti, la fuga all’estero, lo sfruttamento lavorativo.
“Sono dati che ci preoccupano” commenta il presidente Amsi  Foad Aodi “visto che di continuo riceviamo da una parte richieste di medici giovani di andare all’estero e dall’altra parte da tutte le Regioni offerte di lavoro. Il nostro impegno è di far incontrare le offerte con le richieste risolvendo le criticità sollevate dai medici e ricercatori intervistati”. Per questo “lanciamo l’appello al Governo italiano a nome dei nostri movimenti e dipartimenti #FermatelaFugadeiCervelli: l’Italia ha un Ssn tra i migliori e l’ha dimostrato in tantissime occasioni e per primi in Europa hanno isolato il coronavirus grazie alla ricerca, all’eccellenza italiana e a una ricercatrice precaria. Ci auguriamo che sia un esempio per tutti” conclude Aodi  “e un invito a stimolare i ricercatori italiani per far ritorno in Italia e servire il Paese non da precari”.

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