Superticket sanitario, Lombardia prima regione ad abolirlo completamente

Superticket sanitario, Lombardia prima regione ad abolirlo completamente

Roma, 13 febbraio – “L’abolizione totale del superticket su tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali scatterà in Lombardia dal 1° marzo prossimo. Siamo la prima Regione in assoluto a prevederne l’azzeramento, sei mesi in anticipo rispetto a quanto previsto a livello nazionale”.
Questa la dichiarazione con la quale l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera (nella foto), ha commentato l’attuazione della misura prevista dalla manovra finanziaria regionale,  attuata attraverso una delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta su proposta dello stesso assessore.

“Per anticipare l’entrata in vigore dell’esenzione dal 1° marzo anziché dal 1° settembre” ha spiegato Gallera “la Regione Lombardia stanzia 54 milioni di euro di risorse autonome. Il beneficio è rivolto a tutti i lombardi e decorre dalle prestazioni prenotate dal 1° marzo 2020. Si tratta di un ulteriore, decisivo tassello nella direzione di alleggerire il più possibile il costo delle compartecipazioni ai servizi socio sanitari per i cittadini lombardi, garantendo loro nel contempo cure di assoluta eccellenza”.

L’abolizione anticipata del superticket completa un percorso di “alleggerimento” di questo onere che era cominciato nella primavera di due anni fa, quando  con la delibera n. 162 del 29 maggio 2018 la Giunta regionale aveva dimezzato il superticket sanitario, passando da un massimo di 30 euro a uno di 15 aggiuntivi a prestazione. La misura interessò 1,5 milioni di cittadini lombardi con uno stanziamento di 20 milioni di euro che si aggiungevano ai 70 che la Regione Lombardia già sosteneva per le esenzioni aggiuntive rispetto a quelle nazionali.

L’anno successivo, con la delibera 2085 del 31 luglio 2019, la Giunta regionale aveva quindi esentato dal superticket – grazie a uno stanziamento di 10.456.000 euro – 625.000 cittadini che si trovavano in  situazioni di potenziale vulnerabilità derivanti dalla combinazione tra un reddito medio basso e la presenza in famiglia di soggetti di minore età o soggetti disabili.

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