Misasi e Orlandi: “Ma sulla convenzione chi ci informa?”

Misasi e Orlandi: “Ma sulla convenzione chi ci informa?”

Roma, 17 febbraio – Nuovo affondo di Farmacia Indipendente, il sodalizio costituito da Alfonso Misasi e Alfredo Orlandi (nella foto), contro Federfarma: l’accusa, non nuova, al sindacato nazionale dei titolari (del quale i due sono stati dirigenti di primissimo piano: segretario nazionale il primo, presidente di Sunifar il secondo) è quella di lasciare la categoria all’oscuro delle vicende di interesse assolutamente primario per il futuro delle farmacie di comunità e la loro attività.
Mentre sul coronavirus la categoria, bersagliata da ogni genere di informazione, ormai sa tutto e il suo contrario, “sulla convenzione chi ci informa?” chiedono i due dirigenti sindacali in una nota indirizzata venerdì scorso al presidente di Federfarma Marco Cossolo, a tutti i dirigenti nazionali e provinciali del sindacato e alla stampa di categoria. “Eppure dovrebbe essere un fattore di vitale importanza per la farmacia italiana. Un nuovo contratto che getta le basi economiche e professionali di una categoria, dovrebbe suonare alle orecchie di tutti come fondamentale per la farmacia del futuro, urbana o rurale che sia”.
Misasi e Orlandi polemizzano sul silenzio seguito al nuovo incontro tra i rappresentanti del sindacato e la Sisac, tenutosi lo scorso 11 febbraio senza che alcun riflesso sia stato reso noto da Federfarma.
“Ci risiamo: così come per la penultima convocazione, non una notiziola, non un trafiletto giornalistico, non un pettegolezzo di corridoio, nulla di nulla” si legge nella nota di Farmacia Indipendente.  “Ma qualcuno dei ‘nostri’ avrà assicurato la presenza o sarà stata fatta una delega ad altri validi rappresentanti magari però poco ‘sindacali’? Ma la forza di un sindacato non dovrebbe risultare da discussioni, condivisioni, dibattiti in proposito, magari anche ‘calorosi’, ma sicuramente espressioni di un dibattito interno vivo e vitale?” chiedono Orlandi e Misasi, stigmatizzando il silenzio del sindacato nazionale dei titolari su una questione decisiva per le sorti della farmacia.

Per dovere di cronaca e onestà intellettuale, è il caso di ricordare che “discussioni, condivisioni, dibattiti” e quant’altro erano merce rare anche in precedenti stagioni del sindacato, quelle che vedevano gli accusatori di oggi nei panni degli accusati e viceversa. A dimostrazione che all’interno della rappresentanza di categoria – ed è un problema mai affrontato seriamente da nessuno, al di là di tutte le promesse susseguitesi negli anni e mai mantenute  – il deficit di confronto democratico è evidentemente di casa.
“Qui non si dibatte più nulla, qui non è dato sapere, anzi è dato sapere solo ciò che si puote dove si vuole” scrivono Orlandi e Misasi, presidenti rispettivamente dei sindacati provinciali di L’Aquila e Cosenza, consapevoli che la loro lettera “sarà l’ennesima testimonianza che solo pochi andranno a rendere pubblica per professionale dovere di ‘cronaca’, ma per la testata ‘ufficiale’ sarà destinata al macero (speriamo almeno che il contenitore della differenziata sia quello giusto)”.
“Qualcuno direbbe ‘così è se vi pare’, ma, colleghi carissimi tutti, a noi non pare” concludono Orlandi e Misasi. “Per quella poca onorabilità professionale che ci resta, soprattutto nei confronti dei colleghi che ci hanno dato fiducia e che ancora ci onorano della stessa, continueremo a cercare di esprimere sempre il nostro onesto pensiero”.

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