Carenze da Covid-19, Assogenerici rassicura: ‘Produzione garantita per almeno 3 mesi”

Carenze da Covid-19, Assogenerici rassicura: ‘Produzione garantita per almeno 3 mesi”

Roma, 19 febbraio – “Non esiste un rischio immediato di interruzione improvvisa della fornitura di medicinali sul mercato nazionale, tuttavia servirà ancora qualche giorno per avere un quadro chiaro della situazione produttiva in Cina e valutare appieno i potenziali rischi futuri, al di là delle già emerse difficoltà nel trasporto delle merci”.

Con questo messaggio rassicurante  il presidente Assogenerici, Enrique Häusermann (nella foto) sintetizza il quadro delle criticità per il comparto produttivo farmaceutico, dopo le voci allarmanti che avevano cominciato sui possibili effetti negativi dell’epidemia da Sars-CoV-2 che sta sconvolgendo il gigante asiatico.

Come è noto la Cina è di gran lunga il principale fornitore mondiale di intermedi di sintesi per la produzione di principi attivi destinati all’industria farmaceutica, soprattutto per alcuni medicinali essenziali come antidolorifici o antibiotici. Quindi un blocco della produzione potrebbe avere un impatto sulla produzione globale. Le province di Hubei e Zhejian ospitano oltre 100 impianti produttivi.

«Dai dati diffusi anche dall’Associazione europea dei produttori di generici e biosimilari” afferma il presidente di Assogenerici “lo stock di principi attivi attuale copre in media tre mesi di richiesta produttiva per il prodotto finito ed è probabile che esistano scorte aggiuntive accumulate in previsione del tradizionale stop produttivo coincidente con la celebrazione del capodanno lunare vista della celebrazione del capodanno cinese. Se l’attuale situazione, soprattutto nei rallentamento dei trasporti, dovesse prolungarsi, non si possono escludere impatti futuri sull’approvvigionento”.

«Le nostre aziende stanno già assicurando la massima collaborazione alle autorità regolatorie nell’attività di monitoraggio e di condivisione delle informazioni inerenti la ripresa delle attività produttive in Cina” conclude Häusermann.  “E va comunque sottolineato che autonome misure nazionali, fuori da un coordinamento europeo, potrebbero provocare effetti negativi e frizioni sull’intera supply chain farmaceutica. Riteniamo quindi fondamentale mantenere la gestione dell’argomento all’interno del contesto europeo”.

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