Integratori alimentari, nel mirino dei produttori più qualità, controlli e sicurezza

Integratori alimentari, nel mirino dei produttori più qualità, controlli e sicurezza

Roma, 19 febbraio – Il settore degli integratori alimentari, in crescita significativa negli ultimi anni, guarda al futuro, ponendosi obiettivi in grado di sostenere e in qualche modo regolare meglio un mercato importante e promettente. Tre, in particolare, i traguardi dell’associazione Integratori Italia costituita all’interno di Unione Italiana Food, aderente a Confindustria, la sigla che rappresenta in Italia il settore degli integratori alimentari e dei prodotti salutistici.

Si tratta, nell’ordine, di: mettere a punto modelli adeguati di valutazione scientifica degli effetti e della sicurezza degli integratori alimentari;  armonizzare le norme da adottare a livello europeo, per avere standard di produzione elevati con qualità certificata; definizione di misure di sorveglianza e di controllo post immissione sul mercato e, infine, definire misure di sorveglianza e di controllo post immissione sul mercato.

“Per quanto riguarda il quadro di valutazione scientifica” spiega in una nota il presidente di Integratori Italia Alessandro Golinelli (nella foto) “soprattutto nell’ambito degli effetti e della sicurezza, i protocolli impiegati a livello europeo sono stati sviluppati per le singole sostanze isolate e non consentono di fare emergere le proprietà delle sostanze naturali complesse. Queste problematiche emergono per i prodotti a base di piante ed estratti (cosiddetti botanicals) e per i prodotti a base di cellule vive come i probiotici, per i quali è necessaria una specifica valutazione della loro attività di supporto di numerose funzioni fisiologiche dell’organismo”.

“A livello europeo, Integratori Italia è impegnata a dare ulteriore impulso ad un’azione di armonizzazione per raggiungere standard di produzione di qualità e per monitorare l’immissione in commercio dei prodotti” aggiunge Golinelli, ricordando  l’impegno di Integratori Italia su questo fronte, ovvero le linee guida sulla qualità che coprono l’intero ciclo produttivo e di controllo della qualità  (dall’acquisizione dei materiali attraverso le fasi di sviluppo, produzione, confezionamento, immagazzinamento fino alla distribuzione o rilascio del prodotto finito), linee guida che “sono un importante punto di riferimento per il settore”.

“In questo contesto” conclude Golinelli “l’obiettivo della nostra Associazione è promuovere a livello europeo un dialogo che porti a un nuovo quadro di valutazione per le sostanze naturali complesse”.

In Italia il segmento della nutraceutica, all’interno del canale farmacia, vale circa 2,9 miliardi di euro (dati Iqvia aggiornati a luglio 2019), con un incremento significativo ( +4,5%) rispetto all’anno precedente.  Negli ultimi 12 mesi, oltre 32 milioni di italiani sopra i 18 anni di età hanno usato almeno una volta un integratore alimentare o nutraceutico all’interno della prima colazione (dati Gfk Eurisko).

Il consumo medio pro capite è di 2,5 confezioni di nutraceutici all’anno, per una spesa di circa 41 euro a persona. Si tratta della spesa più alta in Europa; al secondo posto, si collocano Belgio e Austria, con una spesa media annuale di circa 33 euro, e al terzo posto la Germania, con 21 euro di spesa media/anno.

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