La scomparsa di Pasquale D’Avella, grande compianto nella categoria

La scomparsa di Pasquale D’Avella, grande compianto nella categoria

Roma, 24 febbraio – Si è svolta nel pomeriggio di ieri, nella chiesa di Santa Felicita della “sua” Colli del Tronto, la cerimonia dell’ultimo saluto a Pasquale D’Avella, presidente di Federfarma Marche, vicepresidente di Sunifar, il sindacato nazionale delle farmacie rurali, e tesoriere dell’Utifar, l’Unione tecnica dei farmacisti italiani, stroncato da un improvviso malore nella notte del 22 febbraio. Vana, purtroppo, la corsa al Pronto soccorso di San Benedetto, dove D’Avella ha cessato di vivere poco dopo. Aveva 68 anni, compiuti da poche settimane.

Figura di spicco del sindacalismo di categoria, che per lunghi anni ha innervato a livello provinciale, regionale e nazionale con il suo contributo di impegno e di idee, D’Avella si segnalava per la sua irriducibile propensione all’esercizio critico, inevitabilmente accompagnata da un’istintiva diffidenza per tutte le soluzioni di comodo e di compromesso.

Uomo “contro” per indole, scelta e formazione, D’Avella era però anche il primo, più rigoroso e più leale difensore delle strategie e delle politiche sindacali una volta assunte in modo collegiale e condiviso. A comprovarlo, una volta di più, l’impegno profuso negli ultimi anni, con autentica passione, in direzione della “farmacia dei servizi”, prospettiva nella quale collocava l’unico futuro possibile per una “farmacia sociale”, intimamente connessa al territorio.

Certosino ed esemplare per tenacia e determinazione, al riguardo, il suo impegno con le autorità regionali delle Marche, per ridefinire  il “patto” di collaborazione tra servizio sanitario regionale e farmacie. Rimuovere le incrostazioni e le criticità esistenti – anche per le pigrizie di amministrazioni inclini a rimanere dentro schemi preordinati, spesso figli di un approccio economicistico inevitabilmente causa di  pesanti riflessi negativi sul servizio e quindi  sugli operatori e sui cittadini, senza peraltro alcun effetto positivo sulla sostenibilità economica del sistema –  era la mission alla quale D’Avella consacrava il suo lavoro quotidiano di rappresentanza sindacale. Il suo obiettivo dichiarato: cercare di guadagnare spazi, centimetro dopo centimetro, per le farmacie territoriali (con una particolare attenzione per quelle rurali)  per ridefirne ruolo e funzione nell’assistenza di prossimità, in un quadro necessario di sostenibilità economica.

I presidenti delle associazioni dei titolari delle Marche, colpiti e commossi dall’improvvisa scomparsa di D’Avella, hanno subito voluto ricordare  “la persona dinamica, estremamente impegnata su più fronti per il mondo della farmacia”,   collega “sempre presente nel mondo sindacale e amico sempre vicino ai farmacisti nei momenti difficili“, stringendosi  alla famiglia nel dolore per l’inaspettata perdita.

Con D’Avella, se ne va un interlocutore appassionato ma anche un amico di RIFday, con il quale gli scambi di idee e opinioni sulle vicende di categoria, in qualche caso inevitabilmente differenti, erano frequenti. Ed è proprio nelle discussioni originate da diversi punti di vista che abbiamo avuto modo e agio di apprezzare l’onestà intellettuale di D’Avella, dotato di virtù ormai rare, come la capacità di ascoltare le ragioni (e i ragionamenti) degli altri e la disponibilità a discutere i propri, se del caso anche attraverso salutari e vitali  “litigate”. Che ci mancheranno, e molto.

Alla moglie Lorella e ai figli Claudia e Giuseppe, i sentimenti di sincera vicinanza e  cordoglio del Consiglio direttivo dell’Ordine dei Farmacisti di Roma e dello staff di RIFday.

 

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