Coronavirus, la circolare Fofi con le indicazioni per farmacie e farmacisti

Coronavirus, la circolare Fofi con le indicazioni per farmacie e farmacisti

Roma, 25 febbraio – In una lunga circolare diramata ieri a tutti gli Ordini provinciali (qui il testo), la Fofi ha trasmesso le indicazioni che farmacisti e farmacie debbono osservare  a seguito delle misure adottate dalle autorità centrali e locali per fronteggiare l’emergenza Covid-19 generatasi anche nel nostro Paese dopo l’individuazione di alcuni focolai di infezione in alcune località del nord del Paese.

La prima indicazione riguarda l’apertura: tutte le farmacie, in quanto rientranti tra i servizi pubblici essenziali, devono rimanere aperte secondo gli orari e i turni di guardia stabiliti. Quindi la circolare illustra le informazioni destinate alle farmacie che operano nei comuni per i quali non sono state adottate misure specifiche di contenimento e gestione dell’emergenza nei confronti delle farmacie (le cosiddette “zone gialle”). Qui i farmacisti e il personale in servizio che svolgono l’attività lavorativa nelle farmacie aperte al pubblico dovranno  svolgere la loro attività a battenti aperti, con la precauzione di evitare il più possibile che sostino in farmacia un numero elevato di persone e facendo rispettare la distanza di sicurezza già presente per la normativa della privacy. Dovranno altresì evitare il contatto ravvicinato con le persone che entrano in farmacia e in particolare con quelle che hanno evidenti sintomi di problemi respiratori e non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani se prima non sono state lavate e successivamente disinfettate con soluzione disinfettante idroalcolica. Esplicitata anche l’indicazione di pulire le superfici esposte a contatto con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Più numerose e stringenti le “prescrizioni” per le farmacie aperte al pubblico nei comuni e nelle aree per le quali le autorità hanno adottato specifiche misure di contenimento e gestione dell’emergenza (la cosiddetta “zona rossa”). In questo caso – si legge nella circolare della Fofi, “i farmacisti e il personale in servizio dovranno: 1- svolgere l’attività a battenti aperti limitando il più possibile l’accesso della popolazione per evitare assembramenti. Se possibile fare accedere un cittadino alla volta, in attesa che vengano fornite ulteriori indicazioni sulla possibilità di svolgimento del servizio a battenti chiusi. 2 – verificare che chi accede alle farmacie indossi un dispositivo di protezione individuale o adotti particolari misure di cautela eventualmente individuate dal Dipartimento di prevenzione dell’Ats o da ordinanze dei Sindaci dei Comuni interessati. 3 – evitare il contatto ravvicinato con le persone che entrano in farmacia e in particolare con quelle che hanno evidenti sintomi di problemi respiratori; 4 – mettere a disposizione nel locale vendite un numero adeguato di dispensatori di soluzioni disinfettanti idroalcoliche per il lavaggio delle mani da parte di tutti i clienti verificando che venga fatto sia quando entrano in farmacia sia quando escono; 5 – non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani se prima non sono state lavate e successivamente disinfettate con soluzione disinfettante idroalcolico. 6 – Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol”.

La circolare ricorda anche che le autorità competenti  hanno assicurato per le ve brevie l’accesso nelle zone rosse ai farmacisti che abitano in comuni o aree non sottoposte a specifiche misure di contenimento e che debbano recarsi al posto di lavoro e ai corrieri per garantire la regolare fornitura dei medicinali. Si attende ora la formalizzazione di tali assicurazioni.

Anche i farmacisti che operano nelle parafarmacie, scrive la Fofi, “qualora le stesse siano autorizzate a rimanere aperte sulla base dei provvedimenti delle competenti Autorità, seguiranno le stesse misure di contenimento e prevenzione del rischio”.

La circolare informa anche che, in relazione alle difficoltà di reperimento delle mascherine protettive per bocca e naso,  “la Federazione ha scritto al Ministero della Salute e al Dipartimento della Protezione Civile, richiedendo la più ampia collaborazione al fine di assicurare l’approvvigionamento delle stesse per i farmacisti”.

Analoga attenzione viene riservata ai gel disinfettanti per le mani: la circolare della Fofi, al riguardo,  ricorda che si tratta di preparazioni allestibili in farmacia e riporta le formulazioni di preparazioni galeniche  proposte dalla Sifap dopo una una rapida ricognizione che ha consentito di reperire nella Farmacopea Britannica alcune monografie di soluzioni cutanee adatte alla disinfezione delle mani (per il dettaglio delle formulazioni fornite dalla Sifap, vedi RIFday di ieri)

La Fofi conclude ricordando l’importanza di diffondere il Decalogo sul coronavirus sia tra i farmacisti che tra i cittadini,  invitando a scaricare  la relativa locandina al fine della massima divulgazione.

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