Covid-19, Farmacieunite alle autorità: “Dateci subito linee guida chiare e kit protettivi”

Covid-19, Farmacieunite alle autorità: “Dateci subito linee guida chiare e kit protettivi”

Roma, 25 febbraio – Anche dopo la circolare Fofi di ieri, non si sopiscono (anzi!) sui social i “mugugni” di farmacisti, sia titolari sia collaboratori, che rilevano una disparità di trattamento rispetto ad altre figure professionali, in particolare i medici. I quali, grazie all’impegno di Fnomceo e Ordini lombardi, si sono visti riconoscere la possibilità di ricorrere al filtro della procedura di triage telefonico prima di fare una visita domiciliare o di ricevere in studio un paziente con sintomi sospetti da nuovo coronavirus, e quella di essere riforniti di  dotazioni di sicurezza – mascherine, occhiali e tute di protezione – in caso di visite a casa dei pazienti sospetti.

Misure altrettanto concrete le reclamano i molti  farmacisti che insistono sulla necessità di misure per proteggere il fondamentale servizio quotidianamente assicurato nelle farmacie di comunità, primi presidi di riferimento dei cittadini, presi letteralmente d’assalto, in situazioni emergenziali qual è l’attuale, anche solo alla ricerca di informazioni e rassicurazioni.

Una situazione che, ovviamente, espone le farmacie a intuibili maggiori rischi in presenza di un pericolo epidemico. Una criticità evidenziata ieri da  Sinasfa, il sindacato dei non titolari di farmacia, che ha pubblicamente chiesto che, nelle zone a rischio, il servizio venga assicurato a battenti chiusi.

Alla lista di chi reclama misure più adeguate ed efficaci si è aggiunta ora Farmaciunite, che in una nota ufficiale indirizzata ieri al ministro della Salute, al presidente dell’Iss, ai presidenti, assessori e direttori generali Asl delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, e trasmessa anche per conoscenza ai presidenti Assofarm, FOFI e Federfarma, chiedono espressamente risposte più puntuali di quella fin qui arrivate.

“Stiamo seguendo in questi giorni gli sviluppi dell’emergenza Coronavirus, con particolare attenzione a Lombardia e Veneto, dove si sono verificati i primi casi di contagio e dove Farmacieunite conta numerose farmacie associate” scrive il sindacato presieduto da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto).
Che entra subito nel vivo della questione, rilevando come “da una attenta lettura dei decreti, ordinanze e documenti diversi fin qui pervenuti, pur rilevando una attenta programmazione delle azioni di prevenzione, non rinveniamo indicazioni precise ed univoche per le farmacie che, ricordiamo, assieme ai Mmg, sono il punto di riferimento più prossimo e capillare per i cittadini nel caso di emergenze sanitarie”. 

Una carenza che, osserva il sindacato, diventa anche un ostacolo per una più proficua operatività delle farmacie nel contrasto all’emergenza in corso. Al di là dei consigli e delle informazioni generali da diffondere alla popolazione (recepiti, condivisi e trasmessi più e più volte alle farmacie associate), farmacieunite ritiene infatti che la funzione delle farmacie di comunità, “in questo, più che in altri casi, sia di avere un ruolo attivo e di importante supporto alla rete sanitaria nella gestione dell’emergenza“. Da qui la richiesta di  “linee guida comuni e precise per la gestione del personale dipendente e degli utenti”, insieme ai necessari chiarimenti su “ruolo, limiti e responsabilità delle farmacie e dei colleghi in questo frangente di grave emergenza sanitaria”.
Il sindacato va poi oltre e – alla luce della “evidente carenza di dispositivi di protezione individuale e considerato l’inevitabile contatto con l’utenza che, a nostro avviso, rende i farmacisti dei soggetti a rischio” – chiede di dotare tempestivamente i farmacisti delle farmacie territoriali di “kit di prevenzione/protezione certificati e idonei a seguire pedissequamente le linee guida che vorrete indicarci”.
Linee guida delle quali Farmaciunite – pur assicurando e rinnovando “la più completa disponibilità delle nostre farmacie associate a collaborare fattivamente nella corretta informazione alla popolazione e a quanto altro la farmacia possa servire” –   sevidenzia l’urgenza anche in chiusura di lettera.

Sarà interessante conoscere le risposte dei destinatari a una richiesta che ha il merito di essere diretta, semplice ed estremamente chiara, oltre che motivata e condivisa dalla maggior parte dei farmacisti. Tra i quali, almeno a giudicare da numerosi messaggi  pubblicati sui social, sembra allargarsi il sospetto di essere un po’ considerati “figli di un dio monore”, ai quali molto si chiede ma dei quali poco ci si cura.

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