Veneto, Ordini dei farmacisti non convocati al tavolo Covid-19. Cirilli (PD): “È una vergogna”

Veneto, Ordini dei farmacisti non convocati al tavolo Covid-19. Cirilli (PD): “È una vergogna”

Roma, 28 febbraio – Ordini dei farmacisti figli di un dio minore? È quanto si chiede (e chiede al presidente della Regione Veneto Luca Zaia) il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Padova Giovanni Cirilli (nella foto), dopo la mancata convocazione degli enti esponenziali di rappresentaza provinciale della regione all’incontro del tavolo per l’emergenza coronavirus istituito dalla Regione Veneto, tenutosi ieri a Marghera nella sede della Protezione civile.

Un appuntamento cruciale, che ha visto la presenza di una pletora di soggetti (per le farmacie erano presenti tutte le sigle sindacali, private e pubbliche) e al quale però gli Ordini professionali dei Farmacisti non sono stati inviati, con l’unica eccezione della presidente di Venezia (la cui convocazione, però, è arrivata solo a seguito di un formale protesta, circostanza che ha portato a declinare l’invito giunto tardivamente e solo dopo una sollecitazione).

“Non è stato considerato che nella stessa Regione, la nostra categoria rappresenta oltre 7.000 farmacisti professionisti, a cui mandiamo quotidianamente tutte le notizie che arrivano da parte della Fofi per tenerli aggiornati, perché il loro comportamento segua le
linee guida emanate dalle fonti ufficiali” scrive in una nota Cirilli, che già nei giorni scorsi aveva scritto al prefetto di Padova reclamando un maggiore coinvolgimento diretto degli Ordini provinciali nei tavoli dove si discute e si decide in relazione a come affrontare l’emergena in corso.

“Non è concepibile che ci chiedano collaborazione in altre situazioni ed in unmomento cosi importante siamo inesistenti ai loro occhi. È una vergogna!” scrive ancora Cirilli, augurandosi che il presidente della Fofi voglia supportare gli Ordini veneti “nella protesta formale che abbiamo inviato al Presidente Zaia e all’ Assessore Lanzarin della Sanità della Regione Veneto”.
“Considerato che in questa occasione è stata calpestata la nostra dignità sia di Presidenti di Ordine che di individui” cnclude il preisdente dell’Ordine di padova,  “penso che sia necessario rivedere i nostri rapporti con la Regione in modo che risultino paritari altrimenti, usando il gergo dei politici attuali, dovremmo piantare le nostre bandierine”.

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