Coronavirus, Commissione Ue vara task force per affrontare conseguenze economiche

Coronavirus, Commissione Ue vara task force per affrontare conseguenze economiche

Roma, 3 marzo – La Commissione Ue ha costituito e presentato il Corona response team, una task force europea per affrontare l’emergenza del coronavirus della quale farà parte anche il commissario all’Economia, l’italiano Paolo Gentiloni (nella foto).

Ad annunciarlo è stata la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen,  sottolineando come l’agenzia del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) abbia portato il livello di rischio del coronavirus da ‘moderato’ ad ‘alto’.
Oltre a quelle sanitarie, spaventano molto le conseguenze che l’epidemia mondiale da coronavirus produrrà sul piano economico, frenando pesantemente la crescita del Pil globale, che dovrebbe rallentare ulteriormente, al 2,4% nel 2020, contro il 2,9% del 2019. La previsione arriva dall’Ocse, nel giorno della presentazione dell’Interim Economic Outlook, che tiene conto del potenziale impatto del virus sull’attività economica e taglia appunto di mezzo punto le precedenti stime dello scorso novembre. A risentire maggiormente della Covid-19 sarà la Cina, ormai stimata sotto la soglia del 5% (4,9%) di Pil nel 2020, prima di una risalita oltre il 6% prevista per il 2021. Percentuali inferiori a quelle monstre a cui aveva abituato il gigante asiatico negli ultimi anni, ma che sono comunque fantascientifiche per un Paese in difficolta come il nostro: l’Ocse ha infatti ulteriormente tagliato le stime di crescita anche all’Italia, che era accreditata di un  già misero +0,4%.

Dall’organizzazione per lo sviluppo economico è partito un invito esplicito all’Unione europea di modificare temporaneamente le norme sugli aiuti di Stato e di consentire margini di manovra più ampi nelle norme di bilancio per le economie più colpite dalla diffusione del coronavirus.
Nel contempo l’Istat pubblica i dati relativi alla spesa delle famiglie nel 2019. Il Pil aumenta dell’1,2% rispetto all’anno precedente. “Dal lato della domanda interna nel 2019 si registra, in termini di volume, una crescita dell’1,4% degli investimenti fissi lordi e dello 0,2% dei consumi finali nazionali” rileva l’Istat. “Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate dell’1,2% e le importazioni sono diminuite dello 0,4%”.
Sul fronte degli impatti economici dell’epidemia da coronavirus, vanno anche registrate  le dichiarazioni dei presidenti delle Regioni maggiormente colpite dal contagio. Pur ribadendo che non bisogna creare allarmismo e che Sars CoV 2 è un virus a bassa letalità, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia sottolinea che l’emergenza “interessa categorie sociali che dobbiamo tutelare, ed è per questo che chiediamo l’aiuto di tutti”.
Il presidente veneto  aggiunge di aver sentito i colleghi dell’Emilia Romagna e della Lombardia,  Stefano Bonaccini e Attilio Fontana: “Stiamo preparando un documento come governatori delle treRegioni maggiormente colpite di richiesta di una serie di misure che suggeriremo per le microimprese e per le imprese in generale”.
“Visto che il momento è tragico”  ha quindi sottolineato  Zaia “bisogna ad esempio attingere alla cassa integrazione in deroga, perché non si può mettere la gente in ferie perché non c’è lavoro”.
Anche Bonaccini evidenzia il rischio di “una ricaduta pesante per l’economia in tutto il Paese e, in maniera significativa, nelle tre Regioni che, da sole, contribuiscono a circa metà del Pil italiano”.
Il presidente emiliano evidenzia quindi alcuni provvedimenti, “dallo sblocco di risorse per la cassa integrazione al tema dello spostamento dei mutui, fino alla necessità di accesso al credito per le imprese. Per me, inoltre, occorre chiedere all’Europa che si possa superare il Patto di stabilità perché abbiamo bisogno di misure urgenti per l’economia”.
Anche il presidente della Regione Lombardia,  Fontana, attende “aiuti che consentano di ripartire. La nostra economia sta subendo un danno, per ora ci sono provvedimenti solo per le zone rosse, ma bisogna iniziare su tutto il resto della Regione”.
Da parte sua, il presdeinte del Piemonte Alberto Cirio annuncia che entro venerdi la sua regione metterà in campo una serie di misure straordinarie per il sostegno dell’economia. “L’obiettivo è non rimanere fuori dalle aree più in crisi, abbiamo messo a punto oggi la ricetta che intendiamo presentare al premier Giuseppe Conte nell’incontro in programma mercoledì con una delegazione delle Regioni” spiega il presdeinte piemontese.
I riflessi depressivi sull’economia preoccupano anche la Regione Marche, che ha attivato un tavolo tecnico per introdurre misure regionali a sostegno del mondo produttivo danneggiato dall’emergenza coronavirus. “Bisogna pensare anche alla ripartenza del sistema produttivo” , spiega il presidente Luca Ceriscioli.

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