Covid-19, casi e decessi in aumento. Borrelli: “Autocertificazione anche per chi va a piedi”

Covid-19, casi e decessi in aumento. Borrelli: “Autocertificazione anche per chi va a piedi”

Roma, 12 marzo – Continuano purtroppo a salire nel nostro Paese i  numeri di Covid-19. Secondo quanto riferito ieri nel consueto appuntamento con la stampa dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli (nella foto),  i casi totali sono saliti a 12.462 (+2.313 rispetto a ieri), tra i quali 1.045 pazienti guariti (+ 41) e 827 deceduti (+196 rispetto a ieri). Il numero dei tamponi fin qui effettuati è di 73.154 tamponi, oltre 50 mila dei quali in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Al momento, le persone contagiate sono 10.590 (+2.076 rispetto a ieri). I pazienti ricoverati con sintomi sono 5.838 (+800), 1.028 (+151) dei quali in terapia intensiva, mentre 3.724 (+1.125) si trovano in isolamento domiciliare.

Il corposo aumento dei casi registrato ieri, si è affrettato a precisare Borrelli per impedire interpretazioni apocalittiche del dato, è dovuto al fatto che la Lombardia ha integrato i dati (incompleti) forniti ieri. Borrelli ha anche fornito qualche chiarimento sulle misure di contrasto alla diffusione del virus varate dal governo, ribadendo che il rispetto rigoroso della distanza di un metro resta il principale criterio di contenimento. In assenza della possibilità di mantenere la distanza,  “è raccomandato l’uso delle mascherine”, ha detto Borrelli, che ha poi ripetuto la raccomandazione a restare a case e uscire solo per lo stretto necessario e indispensabile, chiarendo anche che deve essere munito di autocertificazione anche chi esce a piedi.

A livello di ripartizione regionale, il numero di contagiati (esclusi deceduti e guariti) continua a essere concentrato in prevalenza in Lombardia (5763 casi, +1.336 rispetto a ieri),  Emilia Romagna (1.588,  +171) e Veneto ( 940, +157).  Seguono Piemonte (480, +44), Marche (461, +80),  Toscana (314, +54), Liguria (181, +53), Campania (149, +23),  Lazio (125, +26), Friuli Venezia Giulia (110), Sicilia (81, +21),  provincia di Bolzano (75, +37), provincia di Trento (74, +41), Puglia (71, +16),  Umbria (44, +7), Abruzzo (37),  Sardegna (37, +17), Valle d’Aosta (19, +2),  Calabria (17, +6), Molise (16, +1) e Basilicata (8, +1).

In relazione allo stato di pandemia dichiarato dall’Oms, il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss Giovanni Rezza ha affermato che non cambia la situazione, almeno per quanto riguarda il nostro paese: “Noi quello che dovevamo fare lo stiamo facendo, non ci cambia molto. La dichiarazione di pamdemia è un invito agli stati membri a intervenire in maniere molto ma molto più restrittiva di quanto fatto finora”.

Rezza ha ha anche detto che “l’Iss ha isolato e sequenziato il genoma del virus di un paziente cinese allo Spallanzani e di un paziente lombardo, tutto il genoma. Ora facciamo lo stesso con un paziente veneto. Ci sono solo piccole mutazioni, il virus è come quello cinese, che viene da Wuhan, non è diventato più aggressivo in Italia”.

Infine, l’esperto dell’Iss ha fornito un chiarimento sull’impatto di Covid-19: “Quelli risultati positivi a Sara-CoV-2  sono pochi (43, secondo i numeri resi noti, NdR) e superano brillantemente la malattia. Ma questo rafforza la decisione di aver chiuso le scuole”.

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