Conasfa: “I farmacisti non vogliono nè possono restare a casa, subito Dpi a tutti”

Conasfa: “I farmacisti non vogliono nè possono restare a casa, subito Dpi a tutti”

Roma, 16 marzo –  “Chiediamo che ai fini di garantire il servizio su tutto il territorio nazionale, i farmacisti siano forniti quanto prima di tutti i dispositivi di sicurezza e che in tutte le farmacie siano garantite le modalità di lavoro ottimali perché il farmacista non può e non vuole ‘restare a casa’ ma chiede di svolgere il suo ruolo sanitario nella tutela propria e della salute dei cittadini”.

Conasfa, l’associazione nazionale professionale dei farmacisti non titolari, accogliendo le preoccupazioni dei colleghi farmacisti riguardo
all’emergenza coronavirus, reitera la sua richiesta di misure idonee a tutelare i farmacisti dal rischio di contagio da Sars-CoV-2 nella quotidiana attività al banco, a tutela del servizio farmaceutico e quindi dei cittadini.

La richiesta, ribadita con un comunicato stampa diffuso nel fine della settimana, è preceduta  e sostenuta da quattro considerazioni. La prima è che  in caso di contatto stretto con casi di Covid-19, per il farmacista  deve valere la normativa in vigore per gli operatori sanitari (dei quali fa parte), che non prevede la quarantena con sorveglianza attiva in assenza di sintomatologia;
La seconda è la constatazione che, nonostante le sollecitazioni delle rappresentanze sindacali, di Fofi e Federfarma, continuano a essere indisponibili i Dpi per le farmacie, così che  spesso le normative di sicurezza indicate nel Dpcm dello scorso 8 marzo 2020 non sono rispettate, soprattutto negli esercizi farmaceutici più piccolo.

Strettamente collegata la terza considerazione, che è in realtà un invito a tutte le farmacie, come rappresentanti dei farmacisti collaboratori, ad adottare tutte le misure necessarie e possibili per il contenimento dell’epidemia di coronavirus. “Il non rispettare le direttive del governo non è un buon esempio per la collettività” scrive Conasfa.
La quarta e ultima considerazione è una richiesta di chiarimento rivolta agli organismi professionali: “Continuiamo a leggere in tutti i comunicati dei rappresentanti di categoria la frase ‘i farmacisti e i loro collaboratori’  che non riusciamo bene a interpretare” scrive Conasfa.“Chiediamo a Fofi e ai presidenti di Ordine che la continuano ad usare di chiarire questo concetto”.

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