Sinasfa: “Su sicurezza nessuna approssimazione, a garantirla sono solo i battenti chiusi”

Sinasfa: “Su sicurezza nessuna approssimazione, a garantirla sono solo i battenti chiusi”

Roma, 16 marzo – Sinasfa reitera l’allarme sicurezza per Covid-19,  invitando tutti i colleghi tutti ad avere piena cognizione di causa dei rischi che si corrono in tutte le farmacie e le  parafarmacie  ma anche nei corner farmaceutici della Gdo, dove non vengono applicate le necessarie misure di sicurezza, esponendo il personale al rischio di contagio dal nuovo coronavirus.

“Visto che è in gioco la nostra salute, prima che sia troppo tardi, invito i colleghi che ritengono che non vengano osservate le misure di sicurezza all’interno della propria azienda, a segnalare immediatamente ogni mancato rispetto delle basilari misure protettive e preventive all’Ordine provinciale di riferimento  e contestualmente alle  autorità competenti” scrive il presidente del sindacato Francesco Imperadrice (nella foto). “Questi ultimi, ne siamo certi, interverranno immediatamente per verificare la non osservanza delle misure di sicurezza e prendere gli eventuali provvedimenti del caso”.

Per Sinasfa, sicurezza significa mettere il farmacista nella condizione di non avere  nessuna possibilità di venire in contatto diretto con il cliente e dotare tutto il personale almeno di mascherine e guanti protettivi, da sostituire in base alle indicazioni fornite dal produttore, presidi che debbono ovviamente essere forniti dall’azienda in cui si lavora o dagli organi competenti.

La sigla dei non titolari, al riguardo, ricorda che esistono leggi ben precise che vanno osservate, sottolinenando che “in questo momento più che mai non è consentita superficialità e approssimazione”.

Il sindacato interviene quindi sul  servizio a battenti chiusi e sull’adozione di misure di protezione come  il montaggio di pannelli protettivi in plexiglass o altro materiale: non si tratta, scrive Sinasfa, di misure adottabili discrezionalmente, “in base a valutazioni personali del titolare o del responsabile dell’esercizio, che ovviamente  potrebbero anche essere sbagliate con tutte le conseguenze del caso”.

Alla luce della gravità della situazione determinata dall’emergenza Covid-19, afferma il sindacato,  il datore di lavoro in collaborazione con il medico competente e il responsabile del servizio di protezione e prevenzione deve “aggiornare il documento per la valutazione dei rischi (Dvr) valutando il rischio di  esposizione ad agenti biologici e adottare le misure del caso. (Direttiva della direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute del 03 febbraio 2020)”

Sinasfa ricorda al riguardo che esistono in ogni farmacia norme da rispettare per quanto riguarda la sicurezza e dei responsabili che hanno il compito di applicarle, richiamando le più importanti:  in base all’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, ad esempio,  i lavoratori devono essere informati su tutte le situazioni di possibili danni e infortuni  presenti nel luogo di lavoro, oltre che sulle eventuali procedure di  prevenzione e protezione (la norma di riferimento è il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, ovvero il decreto legislativo n. 81/2008 e e successive modificazioni,  che disciplina la materia).

Applicato alle farmacie, il decreto statuisce che in ogni esercizio debba esservi sia un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls) con il compito di rappresentare i colleghi per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro, sia un soggetto designato al ruolo di  Rspp (responsabile del servizio di protezione e di prevenzione) che può essere un dipendente, un soggetto esterno o anche il titolare dell’esercizio, con il compito di individuare i diversi fattori di rischio presenti all’interno della farmacia. L’Rspp,  per quel che riguarda la sicurezza sul lavoro, ha completa autonomia operativa ed è responsabile anche a livello giuridico.

Alla luce di queste precisazioni, Sinasfa ribadisce l’invito a tutti i colleghi “a chiedere ai propri titolari l’osservanza delle misure di sicurezza emanate dal Governo, che a nostro parere possono essere soddisfatte solo lavorando a battenti chiusi”, aggiungendo quello (rivolto ai dipendenti con funzioni di Rls) di “far  redigere un nuovo Dvr  e farlo registrare come impone la legge su un supporto informatico, con data e firma certa, del datore di lavoro, del Rspp e del Rls”.

In chiusura, il sindacato fa presente  che se un dipendente o il titolare dell’attività dovesse risultare positivo al tampone per il Covid-19, tutti gli altri lavoratori dovranno precauzionalmente mettersi in quarantena e di conseguenza l’attività dovrà essere interrotta, e il danno non sarà solo per il dipendente o per il datore di lavoro, ma per l’intera comunità che al presidio fa riferimento. Peraltro, ricorda Sinasfa, in caso di contagio di un  farmacista in farmacia, titolare o dipendente che sia, anche l’autorità preposta può decretare la chiusura dell’attività, così come già accaduto in alcuni contesti.

Nella malugurata ipotesi che un farmacista iscritto a Sinasfa venisse contagiato dal virus Sars-Cov-2  per la non osservanza delle norme vigenti, i legali del sindacato saranno a disposizione per  consigliare la strada da percorrere per un’eventuale richiesta di risarcimento dei danni.

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