Covid-19, anche la Ue lancia l’allarme sulle truffe on line e chiede l’aiuto dei big del web

Covid-19, anche la Ue lancia l’allarme sulle truffe on line e chiede l’aiuto dei big del web

Roma, 26 marzo –  Gli scrupoli debbono essere un po’ come il coraggio di manzoniana memoria: se uno non ne ha, non se li può far venire. Nemmeno in un’occasione drammatica come l’epidemia La pandemia di Covid-19 ha portato con sé anche un aumento del numero delle truffe online relative ad una molteplicità di prodotti che vengono presentati come adatti a combattere la diffusione del virus: mascherine e igienizzanti a prezzi folli, presunti farmaci miracolosi, gli esempi delle truffe in atto sono molto numerosi.

L’Europa è intervenuta per coordinare gli interventi di contrasto al fenomeno. Didier Reynders, commissario europeo per la Giustizia e i consumatori, ha inviato il 23 marzo una lettera ai gestori di piattaforme social, motori di ricerca e store online invitando a collaborare. Più nello specifico, viene  chiesto a colossi come Facebook, Google e Amazon, di identificare le pratiche illegittime, eliminarle e impedire che possano ripresentarsi.

Il giorno successivo è  stata invece la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen (nella foto) a sottolineare la preoccupante diffusione del fenomeno, favorito anche dal fatto che  le misure assunte in molti Paesi per favorire il telelavoro costringono a restare più tempo online: “I criminali se ne approfittano: ci seguono online e sfruttano le nostre preoccupazioni per il virus” ha affermato von der Leyen.  “La nostra paura diventa la loro opportunità per fare affari: secondo le nostre agenzie Ue, la quantità di crimini informatici nell’Unione è cresciuta”.

Secondo i dati della Commissione, sono le mascherine contraffatte il prodotto maggiormente proposto online in questi giorni, ma nell’elenco figurano anche farmaci contraffatti, medicine e rimedi di dubbia utilità e spray disinfettanti. L’Europa si sta muovendo attivamente per contrastare questa nuova ondata criminale: basti pensare ai risultati dell’operazione Pangea, supportata da Europol e coordinata dall’Interpol, condotta  tra il 3 e il 10 marzo scorso, che ha portato a 121 arresti, al sequestro di farmaci potenzialmente pericolosi per un valore di 13 milioni di euro e di 4,4 milioni di prodotti farmaceutici illeciti, nonché di 37 mila dispositivi medici non autorizzati e contraffatti (per lo più mascherine).

Gli interventi da parte delle autorità, i controlli effettuati dagli stessi gestori delle piattaforme sulle quali le truffe sono compiute sono importanti, ma alla fine l’elemento deciso per disattivare le truffe è l’utente finale che ne cade vittima. E che può e deve fare tutto il possibile per evitare di cadere in trappola. La Commissione europea, al riguardo, ha rivolto due giorni fa ai cittadini europei una serie di poche semplici regole da seguire quando si esaminano le offerte online di prodotti legati alla Covid-19. Bisogna diffidare se:

  • i prodotti sono pubblicizzati con messaggi e immagini che suggeriscono implicitamente o esplicitamente la capacità di prevenire o curare la Covid-19;
  • la pubblicità contiene riferimenti a presunti medici, professionisti della salute, esperti ed altre fonti non ufficiali che affermano che il prodotto è in grado di prevenire o curare la Covid-19;
  • la pubblicità riporta nomi o loghi di autorità governative, esperti ufficialmente riconosciuti o istituzioni internazionali che hanno confermato la validità del prodotto per fini di protezione o di cura, ma non contiene collegamenti o altri riferimenti ai documenti ufficiali;
  • la proposta commerciale è accompagnata da messaggi che invitano a concludere l’acquisto in tempi brevi a causa della scarsità di scorte (esempio: “disponibile solo per oggi“, “in rapido esaurimento”, eccetera);
  • la pubblicità sottolinea come il prodotto sia quello con il “prezzo più basso sul mercato” o “l’unico prodotto in grado di curare le infezioni da Covid-19” (come nel caso del generico Kaletra, di cui riferiamo in un altro articolo del giornale);
  • il prodotto viene venduto ad un prezzo molto superiore a quello medio di prodotti simili, giustificando l’incremento con la presunta idoneità a prevenire e a curare la Covid-19.

Oltre all’invito diretto a seguire queste semplici indicazioni,  la Commissione europea ha invitato i cittadini europei a segnalare ai gestori delle piattaforme e alle autorità competenti tutte le potenziali truffe individuate sul web.

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