Ordine Roma, avviato iter dei procedimenti per i casi di speculazione

Ordine Roma, avviato iter dei procedimenti per i casi di speculazione

Roma, 27 marzo – Il Consiglio direttivo dell’Ordine di Roma ha già indirizzato alla Questura di Roma, Divisione Polizia amministrativa, la richiesta dei nominativi e di ogni altra notizia utile a una prima valutazione relativa ai comportamenti  dei nominativi dei farmacisti iscritti all’Albo per i quali, a seguito di controllo amministrativo effettuato nelle farmacie della città, è stato ipotizzato, a seguito di riscontri, un coinvolgimento in casi di accaparramento di prodotti considerati di prima necessità a causa della pandemia di Covid-19 e nella successiva rivendita degli stessi prodotti con
ricarichi tali da configurare il reato di cui all’art. 501 del codice penale  (manovre speculative su merci).

La decisione del direttivo fa seguito alla nota che lo stesso presidente dell’Ordine Emilio Croce (nella foto) inviò a tutti gli iscritti all’Albo già il 27 febbraio scorso, con un inequivocabile richiamo – mentre sui media già rimbalzavano le notizie sulle speculazioni  sui Dpi sul web e in molti esercizi commerciali (incluse, purtroppo, anche farmacie e parafarmacie) e si sollevava l’indignazione generale su comportamenti subito definiti sciacalleschi – alla più stretta osservanza delle norme di legge e delle regole deontologiche.

“Al di la degli obblighi deontologici,  noi farmacisti esercitiamo la nostra professione nel settore che, più di ogni altro, è ontologicamente etico: la sanità, ovvero la tutela della vita e della salute delle persone. Basta solo questa considerazione” scriveva Croce in quell’occasione “per evidenziare come ogni comportamento che vada oltre le regole, o sia comunque censurabile sotto il profilo dell’opportunità e delle convenienze dettate dalle circostanze, non può ne deve avere diritto di cittadinanza all’interno della nostra comunità professionale.  Eliminare tutti i comportamenti comprovatamente al di fuori del perimetro della legalità e del rigoroso rispetto della deontologia è un compito che coinvolge ognuno di noi, e sono certo della tua piena collaborazione per assolverlo”.

L’Ordine evidenziava che ad essere in gioco sono l’immagine professionale, la dignità e il decoro dell’intera professione, “che non sono valori negoziabili e che – soprattutto – non possono né debbono essere messi a rischio da nessun ‘furbetto dell’Amuchina'”. Fu però necessario, purtroppo, reiterare il messaggio con ancora maggior forza e decisione a metà marzo, quando i giornali capitolini pubblicarono con grande evidenza le notizie relative ad  alcuni casi di farmacie risultate implicate, secondo i primi accertamenti delle forze dell’ordine, in speculazioni su mascherine e prodotti igienizzanti condotte approfittando dell’emergenza Covid-19.
“Acquisiremo subito tutti gli atti di deferimento dei farmacisti implicati nelle vicende speculative individuate dalle forze dell’ordine, istruendo subito un procedimento disciplinare. Pronti, se le vicende in parola dovessero arrivare nell’aula di un tribunale, a costituirci come parte civile nei confronti di persone che reputo indegne – e mi assumo ogni responsabilità di quello che di dico – di appartenere alla nostra comunità professionale”  fu l’immediata reazione di Croce, che il Consiglio direttivo, nella seduta del 25 marzo scorso (svoltasi in teleconferenza, nel più rigoroso rispetto delle norme di sicurezza impartite dal governo), ha fatto propria, deliberando l’avvio della procedura di acquisizione degli atti dalle autorità di polizia.

Ovviamente, verranno assolutamente salvaguardati tutti i diritti dei farmacisti che dovessero risultare implicati nelle vicende oggetto dell’intervento delle forze di polizia, ai quali sarà ampiamente garantita la possibilità di avanzare le proprie controdeduzioni rispetto ai reati loro contestati. Ma la linea scelta dal direttivo dell’Ordine è quella della fermezza, peraltro già annunciata da Croce dieci giorni fa: “Quello del richiamo al rispetto delle norme e della deontologia è un mantra che ripetiamo ogni giorno da anni” aveva infatti detto Croce.  “Ma i moniti e gli inviti, evidentemente, a qualcuno non bastano. Di necessità dovremo quindi fare virtù e,  al posto delle carezze, useremo il pugno di ferro. Perché il destino personale di chi ha consapevolmente scelto comportamenti inqualificabili viene un milione di anni luce dopo l’onorabilità di un’intera professione”.

Altro tema ampiamente dibattuto nel corso della seduta del direttivo, quello della sicurezza dei farmacisti nello svolgimento del servizio professionale: molti gli interventi al riguardo dei consiglieri, che hanno evidenziato la necessità che l’Ordine continui nel suo lavoro per sollecitare la consegna dei presidi di sicurezza a tutti i farmacisti di farmacie, parafarmacie e ospedali.
Un’altra decisione al riguardo è quella di effettuare quotidianamente, per quanto possibile, un controllo sulle disponibilità di mascherine sul mercato ed eventualmente, nel caso in cui si riscontrino canali di disponibilità, inviare a tutte i farmacisti la relativa comunicazione.

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