Covid-19, il Governo sblocca l’indennità una tantum per i professionisti in difficoltà

Covid-19, il Governo sblocca l’indennità una tantum per i professionisti in difficoltà

Roma, 29 marzo – “Ringraziamo i ministri del Lavoro e dell’Economia Nunzia Catalfo e Roberto Gualtieri per aver dato ascolto alle richieste dell’Adepp, a tutela dei professionisti italiani”.

Così il presidente  Alberto Oliveti (nella foto) esprime la soddisfazione dell’Associazione degli enti di previdenza privati per il decreto che estende le misure  di sostegno al reddito previste dal decreto “Cura Italia” n. 18  del 17 marzo 2020 per i lavoratori dipendenti e autonomi che abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività a causa dell’epidemia di Covid-19, anche ai professionisti iscritti agli enti di previdenza obbligatoria di categoria.  Oliveti spiega  che “i professionisti potranno così ottenere l’indennizzo esentasse e direttamente tramite il proprio Ente previdenziale, tagliando così i tempi. Ora, ci attendiamo che il Governo accordi flessibilità alle anacronistiche regole di sostenibilità che limitano la possibilità delle Casse di aiutare i propri iscritti”.

Gli enti previdenziali di categoria, continua Oliveti in una nota diffusa alle agenzie di stampa, “vogliono intervenire con ulteriori forme di sostegno: ai ministeri chiediamo rapidità nell’approvare le nostre delibere, e che anche questi aiuti possano essere esentasse per chi li riceverà, in analogia con quanto stabilito per i lavoratori autonomi afferenti all’Inps2”.

La misura è stata assunta con un decreto interministeriale (Lavoro e Economia) firmato ieri, ancora  in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,  con il quale l’esecutivo – al termine di un serrato confronto istituzionale con l’Adepp – ha dato attuazione alle previsioni contenute  del Cura Italia (art 44, comma 2), con il quale è stato costituito un fondo, di importo pari a 300 milioni di euro, destinato a erogare un sostegno economico “di ultima istanza” per quei lavoratori dipendenti o autonomi, ivi compresi appunto quelli iscritti agli enti e casse previdenziali dei professionisti, che – pur avendo subito conseguenze economiche negative sulla loro attività in conseguenza della situazione di emergenza derivante dalla diffusione dell’infezione da Covid-19 – non rientravano nella platea dei beneficiari dell’indennizzo economico (600 euro una tantum) rivolti ai soli iscritti alle gestioni autonomi Inps.

È in ogni caso bene precisare che la misura, per quanto riguarda l’Enpaf e i suoi iscritti, avrà una valenza di portata non molto estesa, dal momento che riguarderà i titolari di partita Iva entro i limiti di reddito indicati dal decreto interministeriale (non superiore ai 35 mila euro nell’anno di imposta 2018) la cui attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica Covid-19. In buona sostanza, questo specifico decreto non riguarda dipendenti, pensionati e disoccupati ma farmacisti liberi professionisti a partita Iva, e al più titolari di piccole farmacie rurali e di parafarmacie che rientrino nelle condizioni previste dal provvedimento, fatta salva la regolarità della loro posizione contributiva. L’Enpaf, al quale andrà indirizzata l’istanza per l’ottenimento del contributo, pubblicherà in ogni caso a strettissimo giro sul suo sito una nota esplicativa per chiarire  chi potrà richiedere, e con quali modalità,  il sostegno al reddito previsto dal decreto interministeriale firmato ieri.

 

 

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