Emergenza Covid, Mattarella ringrazia i farmacisti, che ringraziano il presidente

Emergenza Covid, Mattarella ringrazia i farmacisti, che ringraziano il presidente

Roma, 31 marzo – Dopo il profondo rammarico (eufemismo) seguito a un precedente discorso di fine febbraio,  dove la mancata citazione nel novero dei professionisti impegnati in prima fila nella lotta alla diffusione di Covid-19 era stata accolta con grande e comprensibile delusione, i farmacisti hanno comprensibilmente accolto con vivissima soddisfazione il fatto che il capo dello Stato Sergio Mattarella (nella foto), si sia guardato bene – se così si può dire,  con il massimo rispetto – dall’incorrere nella stessa dimenticanza. Il presidente della Repubblica, infatti, nel discorso rivolto alla nazione dagli schermi televisvi venerdì scorso   “per condividere alcune riflessioni” sulla grave emergenza attraversata dal Paese, nell’esprimere la sua “riconoscenza nei confronti di chi per tutti noi sta fronteggiando la malattia con instancabile abnegazione”, insieme ai medici e agli infermieri e a  tutto il personale sanitario, ha rivolto un espresso ringraziamento anche ai farmacisti, che hanno ovviamente accolto con viva soddisfazione le parole del Presidente.

“Le farmacie ringraziano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver pubblicamente riconosciuto il loro impegno in queste difficili settimane di emergenza sanitaria” scrive ad esempio in una nota il presidente di Federfarma Marco Cossolo.  “Un sentito grazie anche al ministro della Salute Roberto Speranza, che ha sottolineato come sia necessario fornire ai farmacisti maggiore protezione per evitare il contagio all’interno delle farmacie dove comunque i cittadini continuano ad entrare per diverse necessità. Anche le farmacie, insieme agli altri operatori sanitari, sono in prima linea per assistere la popolazione e contrastare la diffusione del contagio. Sono orgoglioso per questi riconoscimenti da parte della massima autorità dello Stato e del ministro della Salute, che premiano l’instancabile lavoro di tutti i colleghi”.

Considerazioni di analogo tenore erano state svolte due giorni prima da Andrea Mandelli, presidente della Fofi: “Le parole dedicate alla nostra professione dal Presidente della Repubblica nel suo ultimo discorso alla nazione è un riconoscimento importante del nostro ruolo in questa fase di emergenza, che svolgiamo con dedizione e coraggio, malgrado gli obiettivi disagi e timori che deve affrontare chi, come i farmacisti, opera nelle strade del nostro Paese, senza filtri all’accesso e purtroppo ancora senza tutele adeguate” aveva infatti dichiarato il presidente della Federazioni professionale, sicuro di esprimere un  “pensiero  condiviso dalle migliaia di colleghi che anche in questo momento stanno dando il meglio di sé sul territorio e negli ospedali. Ma proprio per la loro importanza, le parole di elogio e riconoscimento del Presidente Mattarella devono essere seguite da atti concreti da parte del Governo”. 

Un riferimento, poi esplicitato, alla mancanza di Dpi per farmacisti delle farmacie di comunità, di quelle ospedaliere e degli esercizi di vicinato e per la mancata previsione per questi professionisti di  test diagnostici per la ricerca del virus Sars-Cov-2, oltre che alla inadeguatezza delle misure disposte dalle Regioni “per assicurare lo svolgimento del servizio a battenti chiusi, sia pure con tutte le garanzie per il cittadino in termini di presenza nelle farmacie di un numero adeguato di professionisti”.

Mandelli ha anche rappresentato la necessità di “una maggiore protezione da parte delle Forze dell’Ordine, visto l’innegabile aumento delle rapine nelle farmacie, favorito dall’eccezionalità della situazione. Tutelare i farmacisti, come tutti i professionisti della salute, significa tutelare le persone che a loro si rivolgono e continuare a garantire un servizio indispensabile, esattamente come ha detto il Presidente della Repubblica. Noi non smetteremo mai di operare per la collettività con tutte le nostre forze” ha concluso il presidente della Fofi “anche per onorare la memoria dei nostri colleghi uccisi da questa epidemia, ma continuiamo a chiedere risposte concrete”.

Ma il primo tra tutti a indirizzare un messaggio diretto di ringraziamento, praticamente in tempo reale, con una lettera partita già venerdì sera, subito dopo il messaggio del Capo dello Stato, è stato il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi: “Colgo ed interpreto la sincera gratitudine di tutti i farmacisti comunali italiani e di Assofarm (…) per le parole di ringraziamento rivolte ai farmacisti” scrive Gizzi. “Le farmacie comunali, ascoltando le sue parole sapranno ancora di più trovare le forti motivazioni per proseguire nella loro missione, in questi terribili momenti. Cogliamo, inoltre, l’invito a lavorare uniti senza alcun indugio, convinti che supereremo queste enormi difficoltà. Sappia, Signor Presidente, che la commozione scaturita dall’ascolto delle Sue parole fa da corollario al nostro impegno quotidiano”.

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