Enpaf, le regole per l’accesso all’una tantum di 600 euro per i lavoratori autonomi

Enpaf, le regole per l’accesso all’una tantum di 600 euro per i lavoratori autonomi

Roma, 1 aprile – Contestualmente alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, l’Enpaf ha predisposto e diramato una nota  illustrativa del decreto  interministeriale del  28 marzo scorso concernente la previsione di una indennità per i lavoratori autonomi e liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (cfr. RIFday del 29 marzo)
Il decreto in parola, varato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze in attuazione dell’art. 44, comma 2, del decreto legge “Cura Italia” (n. 18/2020)  prevede l’erogazione di una indennità una tantum pari a 600 euro per il mese di marzo a favore dei professionisti iscritti agli Enti di previdenza di categoria, farmacisti inclusi, in relazione alla situazione di emergenza determinatasi per l’epidemia Covid–19.
L’erogazione dell’indennità, che sarà anticipata dalle Casse dei professionisti ma graverà sul bilancio dello Stato, con il limite di spesa di 200 milioni di euro, è destinata ai professionisti titolari di
reddito di lavoro autonomo o libero professionale, che non siano pensionati, in possesso dei requisiti elencati qui di seguito: a) abbiano percepito, nell’anno 2018, un reddito complessivo, al lordo di eventuali canoni di locazione di immobili ad uso abitativo in regime di “cedolare secca” o di “locazioni brevi”, non superiore a 35.000,00 euro e abbiano subito una limitazione della propria attività in conseguenza dell’emergenza Covid–19; b) abbiano percepito, nell’anno 2018, un reddito complessivo, al lordo di eventuali canoni di locazione di immobili a uso abitativo in regime di “cedolare secca” o di “locazioni brevi”, compreso tra 35.000,00 euro e 50.000,00 euro ed abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero – professionale (per cessazione dell’attività si intende la chiusura della partita Iva nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020; per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa si intende invece una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. In questo caso, spiega la nota dell’Enpaf, il reddito viene individuato secondo il principio di cassa, come differenza tra ricavi e compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività).

La domanda per ottenere l’indennità deve essere presentata all’Enpaf, a partire dalla data di oggi, 1 aprile 2020, utilizzando il modulo pubblicato sul sito internet dell’ente a questo link e allegando copia di un documento di identità in corso di validità. L’interessato dovrà presentare l’istanza assumendo la responsabilità penale della veridicità delle proprie dichiarazioni, ai sensi del Dpr n. 445/2000 sulle dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà.
L’Enpaf precisa che il richiedente non deve essere percettore delle indennità previste dagli articoli 19,20,21,22,27,28,29,20,38 e 96 del decreto Cura Italia, né del reddito di cittadinanza di
cui al decreto legge n. 4/2019, convertito nella legge n. 26/2019. Le domande non correttamente e completamente compilate o prive del documento di identità o presentate dopo il 30 aprile 2020 saranno considerate inammissibili. La trasmissione delle domande dovrà essere effettuata esclusivamente all’indirizzo di posta Pec dell’Enpaf (posta@pec.enpaf.it).  La domanda deve essere presentata ad un solo ente di previdenza.
Chiarito il quadro delle condizioni e limitazioni che regolano l’accesso al contributo, oggetto di autocertificazione e soggette al successivo controllo dell’Agenzia delle Entrate, la nota della cassa di previdenza dei farmacisti dettagli le categorie di iscritti che possono richiederlo, tra le quali non rientrano i lavoratori dipendenti, i disoccupati temporanei e involontari e i titolari di impresa (o soci o collaboratori di impresa familiare) già percettori dell’indennità prevista dall’art. 28 del dl n. 18/2020.
Al contributo hanno dunque accesso soltanto i titolari, soci, associati agli utili e collaboratori di impresa familiare (farmacia privata); i titolari, soci, associati agli utili e collaboratori di impresa familiare (parafarmacia); gli iscritti esercenti attività professionale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o con partita IVA (non iscritti alla Gestione separata); gli  esercenti attività professionale nell’ambito di una borsa di studio (senza iscrizione alla Gestione separata).
L’Enpaf chiude la sua nota ribadendo che l’indennità in oggetto ha la funzione di sostegno del reddito di tutti i liberi professionisti, a valere sul “Fondo per il reddito di ultima istanza”, danneggiati sul piano economico dal virus Covid-19.

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