Covid-19, ancora una vittima in farmacia: muore farmacista rurale nel Fermano

Covid-19, ancora una vittima in farmacia: muore farmacista rurale nel Fermano

Roma, 6 aprile – Il mondo della farmacia piange un altro caduto sul fronte della lotta a Covid-19: si tratta di Patrizio Forti Paolini, farmacista di Santa Vittoria in Matenano, piccolo comune marchigiano in provincia di Fermo. A dare la notizia sull’account Facebook di Farmacisti colleghi confrontiamoci è stata la figlia Francesca,  ricordando con comprensibile dolore (e con qualche giustificato affondo polemico) la figura del padre
“Un altro caduto sul lavoro, un numero sulla scheda della protezione civile in questo bollettino di guerra” scrive Francesca.Con oltre 40 anni di servizio, è caduto nell’adempimento del propria professione! Senza aver potuto fare un tampone e con grosse difficoltà nel poter trovare Dpi, auto-sospesosi immediatamente, non appena avvisava i primi sintomi… viene curato a casa nonostante richiedesse il tampone e un eventuale ricovero dopo giorni di malattia. Ricoverato in ospedale viene a mancare dopo una settimana di cure, Qualcuno dovrà renderne conto… se non alla società umana, sicuramente a Dio. Ciao Papà…”
Della scomparsa del professionista. che ha speso la sua vita al servizio di una comunità di nemmeno 1500 anime, ha voluto scrivere anche una grande firma de la Repubblica, Sebastiano Messina, nell’edizione di ieri del quotidiano: “Patrizio Forti Paolini….era il farmacista di Santa Vittoria in Matenano (…) ed era stato il figlio del medico condotto di Montelparo. Nomi di paesi conosciuti solo a chi vive da quelle parti, forse, eppure geografie di profondità: quel tessuto umano formato da chi, nelle piccole comunità, si occupa della salute degli altri” scrive il giornalista. “Farmacisti e medici sono, con gli infermieri, gli avamposti di questo combattimento ad armi impari. Quando si ammala il dottore, quando ricoverano l’infermiere, quando muore il farmacista, è una ferita incancellabile per tutti”.

È vero, spesso la stampa e i grandi circuiti di informazione sono piuttosto distratti e approssimativi, nei confronti della professione farmaceutica. Ma bastano poche righe, come quelle di Messina, per dimostrare che c’è – eccome – chi sa cogliere, comprendere e apprezzare il senso profondo di una professione che trova il suo senso nel servizio a una comunità di persone alla quale finisce per essere inevitabilmente legata da un legame indissolubile. E se le poche, sentite righe di Messina non bastano davvero a cancellare il cordoglio profondo per  la scomparsa di un altro collega su quella che è una delle trincee di prima fila della lotta all’epidemia che sta martoriando l’Italia, certo aiutano almeno a far sentire la comunità professionale dei farmacisti meno sola e più compresa.

L’Ordine dei Farmacisti di Roma, con tutti i suoi iscritti, esprime il più profondo cordoglio e si unisce al dolore della famiglia per la scomparsa di Patrizio, che fino all’ultimo ha onorato la sua professione, incarnandone il suo senso di servizio più autentico.

 

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