Farmacia servizi, accordo in Conferenza delle Regioni, ok alla seconda tranche di 18 milioni

Farmacia servizi, accordo in Conferenza delle Regioni, ok alla seconda tranche di 18 milioni

Roma, 6 aprile –  Anticipando appena di un giorno la pubblicazione del provvedimento relativo alla prima tranche del finanziamento (approvato l’anno scorso in occasione del riparto delle quote vincolate del Fsn 2019, ma pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale soltanto il 1° aprile scorso), la Conferenza Stato-Regioni ha siglato nella sua ultima seduta del 31 marzo scorso l’accordo per la ripartizione del miliardo e mezzo di euro destinato a finanziare con fondi vincolati i cosiddetti obiettivi di piano del Fsn 2020. Si tratta, come è ben noto, dei progetti che il Piano sanitario nazionale riconosce come prioritari, tra i quali è compresa anche “la  sperimentazione della farmacia dei servizi per la sperimentazione della remunerazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Ssn per il triennio 2018-2020″, così come previsto dalla manovra finanziaria 2018 (legge 205/17, art. 1, comma 406).

La fetta grossa della torta (più di  un miliardo) è  ripartita e assegnata alle Regioni per il perseguimento degli obiettivi di piano attraverso specifici progetti elaborati sulla scorta di linee guida proposte dal Ministro della salute, approvate con accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il restante mezzo miliardo circa va invece a finanziare singoli, specifici progetti obiettivo (screening anti-Hiv, finanziamenti all’Iss, fondi per lo sviluppo di una produzione di terapie geniche Car-T) ed è qui che trovano capienza i 18 milioni per la farmacia dei servizi, che si vanno così ad aggiungere ai 12 già stanziati con la prima tranche “ufficializzata” giusto il 1° aprile scorso.

Del finanziamento complessivo di 36 milioni disposto con la legge 205/17 per la copertura della sperimentazione (che riguarda nove Regioni: al Nord Piemonte, Lombarida, Veneto ed Emilia Romagna; al centro Lazio e Umbria; al Sud Campania, Puglia e Sicilia) restano dunque da assegnare e ripartire ancora sei milioni.

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