Conasfa: “E se ora provassimo a digitalizzare le ricette per i farmaci di fascia C?”

Conasfa: “E se ora provassimo a digitalizzare le ricette per i farmaci di fascia C?”

Roma, 8 aprile – Tra gli effetti dello tsunami sanitario, sociale, umano ed economico che ha devastato il Paese con l’epidemia di Covid-19,  c’è anche quello della pressione subita da tutta la normativa sanitaria, che ha dovuto in qualche caso giocoforza adattarsi alle straordinarie pressioni dell’emergenza. In qualche caso, almeno a giudizio di Conasfa, l’Associazione nazionale professionale dei farmacisti non titolari presieduta da Silvera Ballerini (nella foto), producendo esiti positivi.

È il caso della ricetta ricetta elettronica che, scrive Conasfa in un comunicato stampa, “attraverso i circuiti Sar (regionali) e Sac (nazionale) ha avuto una forte implementazione e soprattutto il corpo medico territoriale e tutta la cittadinanza si sono ‘aperti’ a questa innovazione che fino a pochi mesi fa era distribuita a macchia di leopardo sul territorio nazionale”.
Un dato che Conasfa mette in collegamento con l’esperienza della  ricetta veterinaria elettronica “ormai diventata di uso comune”,  utilizzata con disinvoltura  “da parte del medico veterinario e dei proprietari degli animali (…)  come le ricette cartacee precedenti”. La sigla dei non titolari chiude quindi il cerchio facendo riferimento ai provvedimenti che, a seguito dell’ordinanza emergenziale della Protezione civile del 19 marzo scorso, alcune Regioni hanno assunto nel giro di pochi giorni per “dematerializzare” con gran velocità le ricette dei farmaci della Dpd al fine di  evitare inutili trasferimenti dei cittadini.
Messo insieme tutto, Conasfa lancia la sua proposta: procedere alla digitalizzazione per i farmaci di classe C. “L’esperienza della ricetta veterinaria con il ‘suo’ countdown e durata temporale è un esempio evidente e pragmatico” osserva la sigla dei non titolari, ricordando di avanzare ormai da tempo la richiesta di un allargamento in questa direzione, “per facilitare il controllo di questi farmaci nella triangolazione medico – farmacista – utente”.
“Abusi nell’utilizzo, perpetrati molto spesso per le motivazioni più varie ‘giustificate’ e non, potrebbero essere ridotti in percentuale consistente” affferma Conasfa, concludendo che “con questa evoluzione il farmacista e il medico avrebbero pieno controllo sulla tracciabilità e l’utilizzo di questa tipologia di farmaci”.

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