Decreto Liquidità, credito d’imposta per i Dpi e niente Iva sui farmaci “compassionevoli”

Decreto Liquidità, credito d’imposta per i Dpi e niente Iva sui farmaci “compassionevoli”

Roma, 8 aprile – L’acquisto di dispositivi di protezione individuale come mascherine e gel darà diritto a un’agevolazione fiscale attraverso il credito d’imposta del 50%. È quanto prevede la bozza del cosiddetto Decreto Liquidità presentato il 6 aprile dal presidente del Consiglio dei Ministri  Giuseppe Conte (nella foto), l’atteso provvedimento governativo che stanzia 400 miliardi per contrastare gli effetti depressivi dell’emergenza Covid-19 sul tessuto economico nazionale e dare all’imprenditoria italiana il supporto necessario a evitare il tracollo delle imprese, soprattutto quelle di medie o piccole dimensioni.  L’ingente finanziamento è destinato per la metà (200 miliardi) a interventi  sul mercato interno e per l’altra metà a sostenere l’export. Lo Stato farà da garante per i prestiti e in molti casi la garanzia sarà al 100%.

La bozza del testo del decreto, tra gli altri provvedimenti, comprende appunto anche il credito di imposta per l’acquisto di tutto ciò che interessa la protezione individuale e per le imprese, ovvero dispositivi di sicurezza come mascherine, disinfettanti, gel detergenti e tutto ciò che serve per evitare contagi da coronavirus. Se confermato in via definitiva, il credito d’imposta sull’acquisto di Dpi sarà di massimo 20.000 euro per tutti gli acquisti fatti entro il 31 dicembre 2020, che non dovranno superare la soglia del 50%, pur rimanendo sempre nel limite massimo fissato a 50 milioni di euro. L’agevolazione fiscale potrà essere impiegata anche per le spese relative alla sanificazione di tutti gli ambienti e degli strumenti di lavoro, quelle legate all’acquisto di dispositivi di protezione personale come “mascherine chirurgiche Ffp2 e Ffp3, visiere di protezione, guanti, occhiali protettivi, tute di protezione, calzari” e tutto quello che serve a garantire la sicurezza delle persone. Il credito d’imposta si applicherà anche sull’acquisto e l’istallazione di barriere e pannelli protettivi impiegati per garantire più sicurezza ai lavoratori che potrebbero essere esposti ad agenti biologici, e volti anche ad assicurare la distanza interpersonale.

Altra misura da segnalare del provvedimento è quella che introduce l’esclusione all’applicazione di imposte in caso di cessione gratuita dei cosiddetti  farmaci per uso compassionevole, sempre nel quadro della lotta contro Covid-19, con particolare riferimento ai farmaci impiegati off label per contrastare la malattia (come nel caso, per esemplificare, di ruxolitinib, farmaco Novartis di cui Aifa ha appena autorizzato l’uso compassionevole gratuito in pazienti Covid).  La disposizione  – come chiarisce la relazione tecnica che accompagna la bozza del decreto  – vuole “neutralizzare gli effetti fiscali delle cessioni di farmaci nell’ambito di programmi ad uso compassionevole, equiparando ai fini Iva la cessione di detti farmaci alla loro distruzione ed escludendo la concorrenza del loro valore normale alla formazione dei ricavi ai fini delle imposte dirette. È necessario tener presente, infatti, che le regole fiscali vigenti impediscono che alla suddetta tipologia di farmaci possa applicarsi la detrazione dell’Iva e comportano la tassazione ai fini del reddito di impresa. Questa circostanza rischia di limitare il ricorso a questa tipologia di intervento che si sta dimostrando particolarmente utile per fronteggiare l’emergenza”.

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