Veneto e Campania, ricetta dema per farmaci dpc. Vecchioni e Stabile: ‘Bene per i cittadini’

Veneto e Campania, ricetta dema per farmaci dpc. Vecchioni e Stabile: ‘Bene per i cittadini’

Roma, 8  aprile – Dispensazione tramite ricetta elettronica dei farmaci in Dpc  erogati attraverso la ricetta rossa cartacea: la misura, contenuta nell’ordinanza della Protezione civile n. 651 del 19 marzo 2020,  è già entrata a regime i Veneto e lo sarà a partire dal 15 aprile  in  Campania.

Cominciano dal Veneto, una delle Regioni più colpite dall’emergenza Covid, dove medicinali importanti come antiaggreganti, antireumatici, farmaci per la cura del paziente diabetico, ma anche antitumorali, che non seguono il consueto canale dei farmaci convenzionati, ma devono essere prima acquistati dalle Asl  e poi consegnati, su richiesta specifica del medico curante tramite prescrizione ad hoc, alle farmacie, seguiranno una procedura di dispensazione decisamente più snella. Il nuovo protocollo regionale, fissato a fine marzo dalla Regione e da Azienda Zero con il duplice obiettivo di contenere la circolazione dei cittadini (in linea con la campagna ministeriale #iorestoacasa) e offrire contemporaneamente un servizio fondamentale per l’intero nucleo familiare e assistenziale, comporterà infatti una notevole semplificazione delle precedenti modalità, che costringevano  il paziente a recarsi dal proprio medico di medicina generale per ritirare la ricetta rossa e quindi ad andare in farmacia per la sola consegna del cartaceo.  Un percorso tortuoso, dove la dispensazione non era mai immediata: il farmacista doveva, e deve ancora, ordinare i medicinali presso i grossisti intermedi autorizzati per la distribuzione dei farmaci in Pht (prontuario della continuità ospedale-territorio ) o distribuzione per conto, e – una volta arrivati  –  consegnarli finalmente al paziente.

Il nuovo protocollo offre invece la possibilità di saltare due step, perché basta una telefonata in farmacia per la verifica, tramite il codice fiscale del paziente o il numero di ricetta elettronica (Nre), dell’esistenza a sistema della prescrizione caricata dal medico di medicina generale. Sarà il farmacista a comunicare in tempo reale telefonicamente quando le confezioni saranno pronte per il ritiro, evitando dunque un passaggio in farmacia e anche presso l’ambulatorio medico. In alternativa, il paziente o un suo delegato munito di  autorizzazione si può semplicemente recare in farmacia con la tessera sanitaria,  che servirà al farmacista per accedere al piano terapeutico ed effettuare l’ordinazione del medicinale in Dpc.

“La dematerializzazione delle ricette per farmaci in distribuzione per conto  è da anni un’esigenza molto sentita dai farmacisti territoriali e dai Servizi farmaceutici delle aziende sanitarie locali”  spiega la presidente di Federfarma Verona Elena Vecchioni (nella foto). “Agevolare pazienti particolarmente delicati è oggi un traguardo finalmente raggiunto che coincide anche con l’esigenza di rimanere quanto più possibile a casa per il contenimento del contagio da Covid-19. Ricordo che si tratta di una categoria importante di farmaci salvavita che necessitano di un’assunzione regolare e tassativa da parte di soggetti di tutte le età. Già in questi primi giorni stiamo raccogliendo molte dimostrazioni di apprezzamento da parte dei pazienti che si sentono concretamente aiutati nella gestione quotidiana, spesso complessa, delle patologie interessate. Il servizio si traduce in un vantaggio anche per il medico di medicina generale per il calo del flusso di assistiti presso l’ambulatorio. Riteniamo che, emergenza a parte” conclude Vecchioni “la ricetta elettronica per i farmaci in Dpc sia un passo importante verso la semplificazione della macchina burocratica e lo snellimento dei procedimenti a favore della collettività”.

Lo stesso  percorso virtuoso è stato avviato in Campania, dove la distribuzione in dpc per una serie di farmaci che venivano distribuiti solo con la diretta partirà in tutte le farmacie, come già anticipato, il prossimo 15 aprile. sempre allo scopo di “agevolare il cittadino e impedirne spostamenti inutili e rischiosi”, come ricorda il presidente di Federfarma Campania Nicola Stabile, molto soddisfatto per il risultato raggiunto.
“Abbiamo chiesto alla Regione questa possibilità prima per le farmacie rurali sussidiate e, poi, anche per le rurali e le  urbane” chiarisce Stabile in una dichiarazione all’house organ di Federfarma Filodiretto  “proprio per cercare di evitare, per quanto possibile, lo spostamento delle persone e rispettare così in pieno le disposizioni della Protezione civile. Ci siamo riusciti e ne sono molto fiero perché vuol dire che le istituzioni ci sono vicine e capiscono il nostro ruolo di prossimità rispetto ai cittadini-pazienti”.
A confidare che  provvedimenti analoghi vengano presi  da tutte le Regioni italiane è la presidente del Sunifar Silvia Pagliacci“Il mio auspicio è che, finalmente, le Regioni accolgano l’articolo 2 comma 2 dell’ordinanza della protezione civile 651 del 19 marzo, in cui viene data loro in via facoltativa la possibilità di procedere in questo senso. Di pari tenore la lettera di sollecitazione che il presidente Marco Cossolo ha voluto inviare al ministro Speranza e all’Aifa affinché almeno gli antimalarici e antivirali in trattamento domiciliare siano distribuiti attraverso le farmacie del territorio. Questa  battaglia la stiamo facendo insieme a Cittadinanzattiva”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi