Fnpi: “La burocrazia non è in lockdown, rallenta forniture di Dpi e fa salire i prezzi”

Fnpi: “La burocrazia non è in lockdown, rallenta forniture di Dpi e fa salire i prezzi”

Roma, 9 aprile – Mentre tutto il Paese è bloccato dal lockdown per l’emergenza epidemica, a parte alcune attività essenziali, c’è un mostro che continua imperterrito a lavorare a pieno ritmo: la macchina burocratica. A denunciarlo è la Fnpi, la federazione delle parafarmacie, che evidenzia come  chi lavora ogni giorno “tra sacrifici e paure” per garantire un servizio essenziale pur in presenza di gravi criticità (come le farmacie e parafarmacie), è costretto a misurarsi con gli ostacoli della burocrazia.

Pagamenti rallentati da parte delle Asl, lungaggini enormi alle dogane per l’importazione di mascherine, interpretazioni difformi da Regione a Regione sulle modalità di dispensazione dei Dpi”: questi alcuni degli esempi elencati dalla Fnpi, che sottolinea l’assurdità di una situazione dove in ospedale, farmacia e parafarmacia si muore anche per carenze di Dpi “ma l’approvvigionamento resta fortemente rallentato da procedure burocratiche, il cui unico risultato è stato di lasciare gli operatori sanitari senza protezione. Oltre a questo si assiste a un altro fenomeno aberrante: la carenza endemica e  l’aumento di prezzi sproporzionato di mascherine, guanti, gel igienizzanti, alcool, che ricade sugli utenti finali: farmacisti e clienti”.
“A parte spiacevoli episodi eclatanti” scrive al riguardo la sigla delle parafarmacie “proprio i farmacisti si ritrovano nella difficilissima posizione di rivendere questi dispositivi a prezzi più elevati del solito ma marginandoci molto meno che in passato, proprio perché molti di questi beni hanno subito un aumento dei prezzi esorbitante”.
“Un esempio palese di questo fenomeno sono le mascherine chirurgiche, introvabili dai soliti grossisti e aziende, ma che ci vengono proposte da vari operatori a prezzi che sono anche 100 o 200 volte superiori al passato” spiega il presidente di Fnpi Davide Gullotta (nella foto).  Con il risultato che il farmacista di vicinato (ma ovviamente il problema è lo stesso per le farmacie) è costretto a subire aumenti abnormi dei prezzi  che inevitabilmente ricadono anche su una clientela già in difficoltà economica per la crisi, con la quale confrontarsi in queste condizioni diventa infinitamente più problematico e difficile.

“I farmacisti si trovano tra due fuochi: una burocrazia che non lascia campo e i cosiddetti fornitori intermedi che propongono prezzi fuori misura, pretendendo pagamenti in anticipo e immediati” denuncia Gullotta “ma tardando spesso nella fornitura o, addirittura, lasciando attendere il professionista per settimane e costringendo quindi ad attendere anche i suoi clienti/pazienti”.

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