Farmacap, le RSA audite in Campidoglio, scontro frontale con il DG, chieste dimissioni

Farmacap, le RSA audite in Campidoglio, scontro frontale con il DG, chieste dimissioni

Roma, 10 aprile – Su loro espressa richiesta, le rappresentanze sindacali aziendali di Farmacap (l’azienda speciale delle farmacie comunali di Roma) sono state “audite” il 9 aprile dalla Commissione Pari opportunità del Campidoglio, in relazione a un tema “caldo” e della massima attualità, quello delle misure di prevenzione e sicurezza adottate dall’azienda per tutelare sia i lavoratori sia il pubblico nel pieno dell’emergenza per l’epidemia di Covid-19.

La stessa Commissione consiliare, presieduta dalla “grillina” Gemma Guerrini (nella foto) aveva già sentito in precedenza (cfr. RIFday del 3 aprile scorso) il commissario straordinario di Farmacap Marco Vinicio Susanna, che – a giudizio delle sigle sindacali – aveva presentato una versione a dir poco parziale della situazione. Da qui la richiesta di acquisire (doverosamente) anche il parere delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori dell’azienda, cosa che è appunto avvenuta ieri alla presenza della stessa presidente Guerrini e di una decina di consiglieri.

“Abbiamo fatto presente che i vertici aziendali, di fronte all’emergenza, hanno avuto un atteggiamento arrogante, senza nemmeno convocare le Rsa, nonostante il 10 marzo fosse stata fatta esplicita richiesta, per gestire l’emergenza in corso e adottare le misure di prevenzione e sicurezza per lavoratrici/ori nell’espletamento dei servizi” riferiscono in una nota i rappresentanti dei dipendenti Farmacap, che si lanciano quindi in una dura e dettagliata requisitoria contro il direttore generale ad interim Emiliano Mancini,  colpevole a loro giudizio di aver invece gestito l’emergenza “con gli ordini di servizio, creando tensioni ulteriori a lavoratrici/ori, per le modalità di erogazione dei servizi, come per l’imposizione dei battenti aperti in farmacia”.

Il DG (sentito dalla Commissione Pari opportunità il giorno precedente) è anche accusato di aver dichiarato che l’azienda ha fornito tutti i Dpi qualitativamente e quantitativamente necessari  a garantire la sicurezza nelle farmacie e negli sportelli sociali, affermazione immediatamente contestata dai sindacati rispetto a numeri e qualità delle forniture. Altri pesante addebiti alla direzione sono la mancata consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) per l’aggiornamento del documento di valutazione rischi (Dvr) e l’affermazione secondo la quale le misure di salvaguardia richieste dai sindacati sarebbero eccessive, poiché la Farmacap non è certo “un reparto di contagiati Covid-19” (dichiarazione che la nota sindacale riporta virgolettata, attribuendola dunque direttamente a Mancini, e che viene ritenuta particolarmente infelice, alla luce del fatto che una farmacista Farmacap “è risultata positiva e ha dovuto affrontare la malattia ed il ricovero”.

Ma il fuoco di fila di contestazioni all’operato del DG continua: altra colpa imputatagli dai sindacati è quella di aver rivendicato una presunta illegittimità della designazione delle Rls “sulla base di fantasiose interpretazioni della legge n. 81/2008, evitando di rispondere alle nostre domande sulle motivazioni economiche (dati di fatturato di febbraio e marzo) per applicare gli ammortizzatori sociali (Fis) a 13 lavoratrici/ori recup, con conseguenti tagli alla retribuzione”.

La nota del sindacato registra anche un breve intervento nella discussione del commissario Susanna, che ha voluto far presente che Farmacap rappresenta una piccola percentuale delle farmacie che hanno adottato i battenti chiusi, “dimenticando forse che la Regione Lazio a differenza di altre Regioni ha autorizzato tale modalità”.

Per il resto, le Rsa ribadiscono di aver sempre operato, sin dal principio dell’emergenza Covid, affinché fosse garantita “la maggiore sicurezza possibile” nello svolgimento del servizio alla cittadinanza, pur considerando l’inevitabile esposizione al rischio, e di aver denunciato “il clima intimidatorio che si respira in azienda a seguito dell’emanazione di alcuni ordini di servizio il 26 marzo, rifiutando l’idea che le misure di prevenzione e sicurezza adottate nelle farmacie private, come metro di paragone, siano corrette”.

Gli interventi dei rappresentanti sindacali, informa ancora la nota delle Rsa, sarebbero stati seguiti con attenzione e la richiesta di approfondimenti da parte della presidente della Commissione Guerrini e dei consiglieri presenti, che alla fine hanno rivolto alle sigle dei lavoratori e ai vertici aziendali l’invito a  “risolvere insieme le principali criticità”, anche in considerazione del riconosciuto “ruolo fondamentale svolto da Farmacap come azienda pubblica”.  Ma, scrivono i sindacati, se le sigle dei dipendenti non si sono mai sottratte al confronto, responsabilmente, nemmeno sulla questione Rls, non altrettanto si può dire sia avvenuto dall’altra parte. Proprio in data odierna, 10 aprile, denuncia la nota sindacale, sono pervenute per raccomandata “contestazioni per infrazione disciplinare” a direttrici e direttori di farmacia (con responsabilità quindi sulla sicurezza) per avere svolto il servizio “a battenti chiusi”, dopo l’ordine di servizio del 26 marzo scorso, che disponeva il servizio “a battenti aperti’.

“Di tutto questo il DG Mancini, nella Commissione Pari opportunità del giorno precedente, non ha fatto menzione, smentendo di aver messo in atto azioni intimidatorie” denunciano  i sindacati, che parlano di “un atteggiamento gravissimo senza alcun rispetto non solo per le lavoratrici e i lavoratori  dell’azienda, ma per le stesse istituzioni cittadine, avendo evidentemente preso in giro i componenti di una Commissione istituzionale di Roma Capitale, con l’aggravante dell’emergenza pandemia”.
Conseguente e inevitabile l’appello finale ai consiglieri capitolini, alla giunta e alla sindaca Virginia Raggi di operare “per la revoca immediata dei procedimenti disciplinari, le immediate dimissioni del DG Mancini, verificando il perché, nonostante tutto, goda di piena fiducia da parte del commissario straordinario Susanna, assolutamente assente in questa fase difficile. Azioni fondamentali per consentire a Farmacap di operare in sicurezza e al servizio della cittadinanza, soprattutto durante quest’emergenza, come presidio pubblico fondamentale per Roma”.

Contestualmente, le Rsa Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi hanno subito lanciato una petizione, nel pieno delle festività pasquali, per chiedere l’immediata revoca delle contestazioni per infrazione disciplinare  in arrivo dal 10 aprile inviate da parte dell’azienda e a firma del DG Mancini ai responsabili delle farmacie “colpevoli” di aver svolto il servizio a battenti chiusi, misura di  prevenzione e sicurezza evidentemente ritenuta eccessiva anche se, secondo i sindacati, “apprezzata dalla cittadinanza”.

“È tale l’indignazione tra lavoratrici/ori, per questi comportamenti autoritari, ma ben poco autorevoli e con modalità intimidatorie, che il 60% delle/i dipendenti ha aderito alla petizione, in sole 48 ore e nel corso delle festività pasquali” informa una nota sindacale, riferendo di oltre 200 adesioni alla petizione. “A riprova di quanto l’incapacità gestionale e l’arroganza di voler procedere con ordini di servizio, senza confrontarsi con le/i lavoratrici/ori e le loro rappresentanze, sia ormai divenuta insopportabile” chiosano le Rsa, che reiterano alle autorità capitoline la richiesta di un intervento che imponga la revoca dei procedimenti disciplinari ai vertici aziendali, “primo atto necessario al ristabilimento delle condizioni di buon governo dell’azienda, che necessita evidentemente di un nuovo Consiglio di amministrazione e di una direzione generale all’altezza del proprio compito, soprattutto nel corso delle emergenze”.

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