Pedica (Pd): “Più tutele ai farmacisti, in prima linea ma considerati di serie B dalla politica”

Pedica (Pd): “Più tutele ai farmacisti, in prima linea ma considerati di serie B dalla politica”

Roma, 15 aprile –  “Farmacisti in prima linea ma di serie B per la politica e per la sanità. Così non si può andare avanti”.

Questa l’affermazione di Stefano Pedica (nella foto),  esponente del Pd, già parlamentare nella XV e XVI legislatura, prima alla Camera e poi al Senato.   “Occorre che lo Stato tuteli questa categoria e autorizzi un controllo capillare a tutti i farmacisti che vengono a contatto con migliaia di persone ogni giorno con varie patologie” afferma in una nota rilanciata da AdnKronos Pedica, ricordando che  “lo stesso Presidente della Repubblica Mattarella ha ringraziato la categoria dei farmacisti considerandola vitale come primo impatto durante questo periodo”.

Proprio per l’oggettiva e rilevante condizione di esposizione al rischio, spiega Pedica, è necessario pensare anche alle famiglie di questi professionisti, ciascuna delle quali “ogni sera vive momenti di ansia pensando se è stato contagiato o no durante l’utile servizio di primo soccorso. Su questa categoria la politica non è stata ancora attenta”.

L’ex parlamentare dem si era già segnalato qualche giorno fa per un intervento sul tema delle speculazioni sulle mascherine, con la richiesta al governo di adottare nel primo decreto in approvazione una misura per stabilire un prezzo unico nazionale per tutti i dispositivi di sicurezza. In quell’occasione, Pedica aveva affermato la necessità di contrastare ogni forma speculativa,  controllando attentamente “la distribuzione e la vendita di mascherine. È intollerabile che in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo ci sia qualcuno che ne approfitti per vendere i dispositivi di sicurezza a prezzi da mercato nero”.

In una nota, il parlamentare del Pd chiedeva al governo di “bloccare subito i prezzi e tutelare i cittadini. Non facciamo come per le siringhe che cambiavano prezzo a seconda della Regione. Mi appello al ministro Speranza affinché venga subito definito e imposto un unico prezzo di vendita nazionale”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi