Agcm a Google&Co: “Collaborate per stroncare le vendite online di farmaci contro Covid-19”

Agcm a Google&Co: “Collaborate per stroncare le vendite online di farmaci contro Covid-19”

Roma, 22 aprile – L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha deliberato di coinvolgere nuovamente i gestori dei principali motori di ricerca e browser (Google, Apple, Italiaonline, Microsoft , Verizon, Mozilla, DuckDuckGo) nel contrasto delle pratiche commerciali scorrette che fanno leva sull’emergenza sanitaria in atto.

Lo rende noto lo stesso Antritrust, con una nota pubblicata ieri sul suo sito,  nella quale precisa che questa ulteriore iniziativa fa seguito al monitoraggio della rete internet condotto dal Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, che ha individuato 361 url corrispondenti a pagine web, banners o collegamenti ipertestuali introdotti malevolmente in siti riconducibili ad attività lecite, spesso di carattere medico o paramedico. Tali siti indirizzano verso una sessantina di “farmacie abusive” – sprovviste della necessaria autorizzazione alla vendita di farmaci on line – che promuovono e vendono medicinali con obbligo di ricetta, vantando una funzione curativa nei confronti del “coronavirus”.

L’Antitrust ha dunque deliberato di trasmettere la lista dei 361 url ai gestori dei principali motori di ricerca e browser elencati a inizio articolo, invitandoli  a rimuovere dai risultati di ricerca le url segnalate e a non indicizzare le url contenenti collegamenti ai siti individuati come “farmacie abusive”.

A un precedente invito inoltrato dall’Autorità ai suddetti gestori per evitare la visualizzazione nei risultati di ricerca di pagine in cui si promuova illegalmente la vendita del farmaco Kaletra, oggetto di alcuni interventi cautelari da parte dell’Autorità, hanno dato tempestivo riscontro Apple, Google e ItaliaOnLine.

Nell’invito, da ultimo formulato, l’Autorità ha ricordato ai gestori e browser che non hanno finora dato riscontro, che il prestatore dei servizi della società dell’informazione, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 70/2003, è civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui non abbia agito prontamente per rimuovere l’accesso a detto contenuto, quando ciò è richiesto da un’autorità amministrativa avente funzioni di vigilanza.

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