Veneto, il Servizio farmaceutico regionale alle farmacie: “Occhio ai prezzi di vendita”

Veneto, il Servizio farmaceutico regionale alle farmacie: “Occhio ai prezzi di vendita”

Roma, 22 aprile – Se non è una bacchettata sulle dita, è qualcosa che comunque le assomiglia molto: la responsabile della Direzione Farmaceutico-Protesica della Regione Veneto,  Giovanna Scroccaro (nella foto) ha infatti inviato una nota alle sigle delle farmacie per segnalare le numerose comunicazioni pervenute dai cittadini  concernenti l’acquisto di mascherine nelle farmacie convenzionate di tutto il territorio regionale, per le quali sarebbero stati sostenuti costi definiti “inadeguati”.

“I prezzi riferiti sono spesso disomogenei (tra le farmacie allocate nelle diverse aziende Ulss) ai prezzi di acquisto dello stesso bene nel periodo antecedente all’emergenza sanitaria correlata al coronavirus” scrive Scroccaro, in riferimento alle lamentele degli utenti.  Pur “consapevoli delle difficoltà vissute nel reperire tali dispositivi che inevitabilmente hanno inciso in modo considerevole sull’aspetto dei costi finali”, la dirigente del Servizio farmaceutico veneto evidenzia che proprio sulle mascherine, la loro disponibilità e i loro costi, sono state emanate specifiche misure a livello nazionale (il riferimento è agli artt. 15 e 16 del decreto legge n.18/2020 “Cura Italia”) proprio per snellire “le procedure di autorizzazione all’immissione in commercio di tali dispositivi con aumento della produzione e quindi della concorrenza anche in termini di costi da sostenere”.

Al riguardo, Scroccaro ricordapoi la più recente ordinanza del 9 aprile 2020 con la quale, il ministero della Salute  “ha emanato una serie di disposizioni urgenti per la vendita al dettaglio da parte delle farmacie di dispositivi di protezione individuale, che consente tra le altre la vendita di Dpi sconfezionati per i quali il prezzo della singola unità deve essere inferiore o uguale al prezzo della confezione suddiviso il numero delle unità in esse contenute”.

Da qui il “buffetto” alle sigle delle farmacie territoriali: pur nella consapevolezza “del grosso impegno profuso dalle farmacie convenzionate in questo momento difficile”, Scroccaro chiede infatti  “di monitorare l’aspetto inerente ai prezzi sostenuti dai cittadini per l’acquisto di mascherine”. E la sensazione – nonostante il tono estremamente garbato della comunicazione – è che se il monitoraggio e la moral suasion esercitati dagli organismi di categoria non dovessero bastare, a occuparsi delle lamentate “intemperanze” sul fronte dei prezzi delle mascherine sarà molto presto qualcun altro.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi