Percentuale di etanolo nei detergenti igienizzanti, Farmacieunite scrive direttamente all’Iss

Percentuale di etanolo nei detergenti igienizzanti, Farmacieunite scrive direttamente all’Iss

Roma, 24 aprile – Anche Farmacieunite, il sindacato di titolari presieduto da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto), chiede chiarimenti – come già ieri Federfarma – in ordine all’evidente difformità di indicazioni sulla percentuale di etanolo dei prodotti igienizzanti sostitutivi (quando non è possibile ricorrervi) del lavaggio profondo delle mani con acqua e sapone: deve essere del 60%, come sempre sostenuto fin qui nelle sue indicazioni e pubblicazioni dall’Istituto superiore di sanità, massimo organo tecnico-scientifico del ministero della Salute? Oppure del 70%, come riportato (abbastanza inopinatamente) nei giorni scorsi in un aggiornamento del sito dello stesso dicastero?

La questione, ovviamente tutt’altro che irrilevante, ha prodotto un inevitabile sconcerto tra i farmacisti, che quei prodotti li vendono e in molti casi (facendo riferimento a formule codificate nelle farmacopee) li realizzano, per contrastare eventuali carenze di mercato e (anche) per calmierare i prezzi, nelle prime fasi dell’epidemia oggetto di speculazioni andate molto ad di là della decenza.

La situazione di grave incertezza su quale  sia (scientificamente e sanitariamente) la percentuale giusta ha inevitabilmente spinto molti farmacisti a chiedere lumi ai loro sindacati di riferimento, che sono prontamente intervenuti per cercare di risolvere il busillis, anche in ragione delle molte e significative conseguenze pratiche della questione. Ma se Federfarma ha scelto di inviare una richiesta urgente di chiarimento al ministero, Farmacieunite ha invece optato per una strada diversa, quella di rivolgersi direttamente all’Iss, l’istituto che – per il ruolo e le competenze conferitigli fin dalla sua nascita – dovrebbe dettare legge in materia e le cui indicazioni, fino a ieri, erano giustamente state i binari entro i quali si sono mossi gli operatori.

“Essendo chiamata a fornire indicazioni alle farmacie associate in questo delicato momento di emergenza” si legge nella lettera inviata all’istituto (Farmacieunite) ritiene che l’autorevolezza scientifica delI’Iss, che rappresenta il principale centro di ricerca e consulenza tecnico-scientifica in materia di sanità pubblica in Italia, debba rappresentare il proprio riferimento certo. Siamo, pertanto, a richiedere, con la presente, la cortese conferma dell’attualità dell’evidenza scientifica secondo cui le soluzioni igienizzanti da utilizzare per la detersione delle mani, per essere efficaci contro il covid – 19, debbano contenere una percentuale di etanolo pari ad almeno il 60%”.

La mossa di Farmaciunite – che si limita a chiedere molto semplicemente una conferma di quello che lIss ha sempre sostenuto – apre l’interessante prospettiva di un derby tutto da vedere tra il ministero e il suo più importante organo tecnico-scientifico: chi risponderà per primo alle giustificatissime richieste urgenti dei due sindacati? Vincerà il ministero o l’Iss (che, per quanto è ragionevole ritenere, parte sicuramente sfavorito: alla luce della situazione venutasi a creare, è infatti molto probabile che prima di rispondere si coordinerà con il dicastero da cui dipende, non foss’altro che per non commettere sgarbi istituzionali)?

In ogni caso, si tratta di una partita interessante, nella quale ciò che però conta, alla fine, non è chi sarà il primo a rispondere, ma il risultato finale. E qui tutta la farmacia, senza distinzione di sigle, fa sicuramente il tifo per l’Iss e per il suo 60%…

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