FederFarDis, le indicazioni alle parafarmacie sul prezzo fisso delle mascherine

FederFarDis, le indicazioni alle parafarmacie sul prezzo fisso delle mascherine

Roma, 30 aprile – Anche le sigle delle parafarmacie si premurano di illustrare ai propri associati effetti e ricadute dell’ordinanza n. 11 dello scorso 26 aprile con la quale è stato disposto il prezzo di vendita fisso (50 centesimi di euro al netto dell’Iva) delle mascherine chirurgiche con standard Uni En 14683 del tipo I, II, IIR.

È di ieri una nota di FederFarDis, sigla di categoria presieduta da Paolo Moltoni (nella foto), che rende note le rassicurazioni fornite dal commissario straordinario per l’emergenza Covid in ordine al “ristoro” che la parte pubblica assicurerà agli operatori (farmacie e parafarmacie) facendosi carico del differenziale tra il singolo costo sostenuto per l’acquisto delle mascherine chirurgiche e il nuovo prezzo imposto.
L’accordo, riferisce la nota FedeFarDis, “prevede anche che le strutture pubbliche provvederanno all’approvvigionamento (secondo modalità e termini da stabilire) delle mascherine che
metteranno a disposizione delle parafarmacie per la dispensazione al pubblico.
In merito all’approvvigionamento, spiega ancora la nota, nel protocollo d’intesa che dovrà essere stipulato potrebbe venire definita la costituzione di una centrale di acquisto che consenta alle parafarmacie di approvvigionarsi del materiale presso fornitori che garantiscono un costo di acquisto congruente con il prezzo imposto di vendita all’utenza.
“Nelle more di ciò” informa FederFarDis “nei prossimi giorni verrà individuata una centrale d’acquisto che assicurerà alle parafarmacie la fornitura dei predetti dispositivi a un costo congruo rispetto al prezzo di vendita fissato dall’ordinanza”.
Requisito fondamentale per ottenere l’indennizzo promesso è documentare puntualmente la perdita subita. In particolare, spiega FederFarDis, diventa molto importante sia effettuare una stampa dal gestionale con indicazione delle giacenze al costo delle mascherine chirurgiche alla data del 26 aprile (in altre parole numero di mascherine chirurgiche presenti e relativo costo unitario), sia
effettuare una stampa dal gestionale, pre-modifica del prezzo di vendita praticato fino alla giornata del 27 aprile 2020 con quello oggi imposto di 0,50 euro + Iva (in altre parole, il prezzo di vendita che sarebbe stato praticato sulle mascherine se non fosse stato calmierato il prezzo, al fine di desumere la variazione/riduzione prezzo verificatasi).
Tale stampa (inventario delle mascherine chirurgiche al 27 aprile 2020), unitamente alle relative fatture d’acquisto e alla documentazione fiscale e amministrativa relativa alla vendita dei beni (scontrini, fatture,eccetera), rappresenteranno gli strumenti operativi che consentiranno di agire al fine di ottenere il riconoscimento ed il rimborso del differenziale del prezzo di acquisto con le modalità che saranno individuate.
Anche FederFarDisInfine, infine, si attende che il governo – come annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa del 26 aprile –  un intervento sulla riduzione e/o esenzione dell’Iva su tali dispositivi.

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