Mascherine, scoppia un caso in Sardegna: la Regione le paga tre volte di più di una sua Asl

Mascherine, scoppia un caso in Sardegna: la Regione le paga tre volte di più di una sua Asl

Roma, 30 aprile – Una esemplare dimostrazione del caos-mascherine  che le ultime misure assunte dal commissario straordinario Domenico Arcuri sono chiamate a sanare arriva dalla Sardegna, dove la Regione avrebbe acquistato diverse tipologie di mascherine (chirurigiche, Ffp2 e Ffp3) a un prezzo tre volte superiore a quello “spuntato” per gli stessi prodotti da una sua Asl che li aveva autonomamente  e direttamente cercati e comprati sul mercato.

I fatti, così come riportati da fonti di stampa: la Regione ha speso 1 milione 860 mila euro più Iva per acquistare a fine marzo due milioni di mascherine chirurgiche dalla Protezione civile (fornitrice l’azienda Demar Hospital di Reggio Calabria). Dalla stessa azienda, sono state poi comprate un milione di mascherine Ffp3 per rischio biologico destinate agli ospedali, per una spesa di 7,8 milioni di euro più Iva, acquisto annunciato il 24 marzo scorso dal presidente della Regione Christian Solinas (nella foto) nel pieno delle forti proteste degli operatori sanitari costretti a operare senza Dpi.

Fin qui sembrerebbe tutto più o meno tutto normale, a parte i ritardi con i quali la Regione ha messo a disposizione i Dpi a medici e infermieri impegnati sul fronte della lotta a Covid.  Ma non è così per il Codacons, che due giorni fa ha presentato un esposto alla Corte dei Conti regionale, chiedendo di aprire un’ indagine per possibile danno erariale.

“In base a quanto si apprende da fonti di stampa”  spiega la combattiva associazione dei consumatori in una nota rilanciata dall’Ansa “il 24 marzo scorso la Protezione civile della Regione Sardegna acquistava con urgenza in affidamento diretto 4 milioni di mascherine per una spesa di 18,5 milioni di euro Iva compresa. Ad aggiudicarsi la fornitura richiesta dalla Regione è la Demar Hospital, società con sede operativa a Reggio Calabria e base legale a Roma che ha inviato il preventivo alla Protezione civile sarda ventiquattro ore prima. L’ ordine effettuato”  scrive ancora il Codacons “prevedeva l’ acquisto di 2 milioni di mascherine chirurgiche a 0,93 centesimi a pezzo, un milione di mascherine Ffp2 a 5,45 euro e altrettante Ffp3 a 7,8 euro, per un totale di 18,5 milioni di euro Iva compresa. Ma esattamente lo stesso giorno, l’ Azienda ospedaliera universitaria di Sassari acquistava 100mila mascherine chirurgiche a 35 centesimi, 10mila Ffp2 a 2,11 euro e 5mila Ffp3 a 3,03 euro, spendendo tre volte meno grazie ai prezzi concorrenziali strappati alla Selvel Hong Kong Limited. Se tali numeri trovassero conferma, la Regione avrebbe potuto risparmiare 9,3 milioni di euro se avesse acquistato le mascherine agli stessi prezzi della ‘controllata’ Azienda di Sassari”».

Print Friendly, PDF & Email
Condividi