Sindacati: “Parte la Fase 2, ma la sicurezza dei dipendenti Farmacap è sempre a rischio”

Sindacati: “Parte la Fase 2, ma la sicurezza dei dipendenti Farmacap è sempre a rischio”

Roma, 30 aprile – Il prossimo 4 maggio parte la fase 2 dell’emergenza coronavirus, che prevede stringenti misure di sicurezza nei posti di lavoro, e la dirigenza di Farmacap si fa trovare ancora una volta del tutto inadempiente e impreparata.

A denunciarlo è una nota delle Rsa Filcams, Fisascat, Uiltucs e Usi, che  evidenzia come la direzione dell’azienda speciale delle farmacie comunali abbia aspettato solo oggi – dopo il rifiuto a consultare i responsabili dei lavoratori per la sicurezza (Rls), nonostante le reiterate richieste – a dichiarare una sua “disponibilità al confronto” che discende  peraltro da precisi obblighi di legge.

Ma al di là degli atteggiamenti di chiusura manifestati dalla direzione aziendale,  arrivati fino al mancato “riconoscimento” da parte dell’azienda dei rappresentanti della sicurezza indicati dalle rappresentanze dei lavoratori, a preoccupare i sindacati è la situazione oggettiva delle dotazioni di sicurezza. Dove sono le mascherine per le lavoratrici e i lavoratori, farmacisti in primis? Al fine di prevenire quanto più possibile il contagio, dovrebbero essere fornite a chi lavora direttamente a contatto col pubblico mascherine protettive del tipo Ffp3 o almeno Ffp2 (con tutte le certificazioni), fornite in quantità tali da avere almeno una mascherina pro-capite, disponibile per ogni turno di lavoro. Ma questa tipologia di mascherine, lamentano le Rsa, a oggi  è stata fornita in quantità irrisorie (5 mascherine totali dall’inizio dell’emergenza per ciascun farmacista). Il che fa temere che l’azienda voglia continuare a “proteggere” i suoi dipendenti  con semplici mascherine chirurgiche o peggio ancora, con le mascherine in tessuto fornite gratuitamente dalla protezione civile, prospettiva ovviamente del tutto inaccettabile – per i gravi rischi che comporta – per le rappresentanze dei lavoratori.

Ma i sindacati avanzano anche altre domande. Sulle pulizie, ad esempio:vengono effettuate tutti i giorni e per  due volte al giorno,  come già indicato dal Dpcm del 14 aprile? E sulle sanificiazioni: ne è bastata una per sempre, o andrebbero effettuate, se non giornalmente almeno a cadenza ravvicinata, per ogni singola sede? Il cahier de doleances continua con la mancanza di mascherine da distribuire all’utenza. “Continuiamo a rincorrere i grossisti, tutti i giorni e con scarsi risultati” scrivono al riguardo le Rsa. “Tutto a discapito della cittadinanza e del buon nome dell’Azienda pubblica, con rischi anche per il personale farmacista, che rischia di essere aggredito proprio a causa di tali carenze (purtroppo è già accaduto)”.

Una situazione piena di buchi e carenze, dunque, dovute “all’inadempienza a 360° dell’azienda”  e che è stata coperta ad oggi “dalla buona volontà del personale, che sempre con grande dedizione e professionalità, si è adoperato affinché tutte le carenze aziendali, ben oltre quelle elencate, non venissero percepite dall’utenza”. Il tutto, affermano i sindacati, senza ottenere riconoscimenti di alcun tipo, anzi: alla richiesta di una pianificazione temporale per l’erogazione di un premio al personale farmacista rimasto in prima linea non c’è stata infatti nessuna risposta da parte della direzione dell’azienda, che però ha pensato bene,  paradossalmente, di posticipare l’erogazione del bonus di 100 euro previsti dal Governo a dicembre, limite ultimo per l’erogazione. E che ieri ha trasmesso ai dipendenti la richiesta di formulare una pianificazione delle ferie estive già entro il 18 maggio, senza che sia stato fornito preliminarmente il calendario estivo di chiusura (o di apertura) delle farmacie e senza tenere conto che –  con l’epidemia in corso e senza ulteriori precisazioni rispetto alle scelte governative future –  un termine così ravvicinato è del tutto privo di senso e necessariamente da posticipare.

In conclusione: le risposte mancano, la sicurezza pure mentre i problemi rimangono tutti.  Da qui la richiesta delle Rsa alla dirigenza aziendale di “un atto di responsabilità per una concreta gestione condivisa dell’emergenza”. Richiesta che viene estesa alle istituzioni di Roma Capitale, alla sindaca Virginia Raggi, all’Assemblea capitolina e alla giunta, che, in quanto espressione della proprietà pubblica di Farmacap, “hanno il dovere di vigilare sulla salute e la sicurezza di lavoratrici/ori e della cittadinanza, come del buon andamento dei servizi”.

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