Remdesivir, studio USA: “Riduce il tempo di guarigione di Covid”, l’ok della Fda

Remdesivir, studio USA: “Riduce il tempo di guarigione di Covid”, l’ok della Fda

Roma, 1 maggio – Remdesivir, antivirale frutto della ricerca di Gilead Science non ancora in commercio, originariamente destinato a combattere il virus Ebola, sembra essere efficace anche contro Covid-19, malattia della quale – secondo gli esiti di test clinici svolti in diversi ospedali del mondo su più di mille malati, tutti ricoverati in gravi condizioni – accorcerebbe in modo statisticamente significativo il tempo medio di guarigione (definita come dimissioni dall’ospedale e ritorno alle normali attività) da 15 giorni a 11 giorni e avrebbe dimostrato anche qualche effetto – più contenuto – nella riduzione della mortalità (da 11,6% a 8,0%, riduzione del 31%, p=0.059, ai limiti della significatività statistica).

I dettagli dello studio non sono stati ancora pubblicati, ma i risultati della ricerca condotta dall’Istituto nazionale USA per le malattie Infettive e le allergie guidato da Anthony Fauci (nella foto) su più di mille le persone ricoverate in gravi condizioni sono stati accolti con soddisfazione (sempre che siano confermati) da tutti gli esperti, nonostante appaia evidente che l’antivirale di Gilead non sia comunque l’arma finale e definitiva contro Covid. In ogni caso (a darne l’annuncio è stato il 1° maggio lo stesso presdeinte USA Donald Trump) la Food and drug adminstration ha autorizzato con procedura d’urgenza l’uso del farmaco per il suo impiego negli ospedali del Paese.

Remdesivir attacca un enzima fondamentale per la replicazione del coronavirus  all’interno delle cellule e, proprio in ragione di questa sua azione,  era già stato sperimentato dai ricercatori  per trattare alcuni casi di Sars e Mers, sindromi respiratorie causate da altri coronavirus, con buoni risultati.

Più di mille le persone messe sotto osservazione, tutte ricoverate in gravi condizioni. Alcuni pazienti hanno assunto il farmaco, altri il placebo. Fauci, che guida l’istituto ed è uno dei nomi più celebri della virologia mondiale, ha affermato che questo farmaco “ha un chiaro, significativo e positivo effetto nel diminuire i tempi di guarigione”. “Questi risultati – ha aggiunto – provano che un farmaco può fermare il virus”. In realtà l’impatto sui tassi di mortalità non è statisticamente significativo. Era dell’8% nelle persone che hanno assunto Remdesivir, dell’11,6 in chi invece aveva preso il placebo.

Inoltre, sono  ancora molte le domande senza risposta, a proposito della reale efficacia di remdesivir, che un altro studio condotto in Cina (su un numero ridotto di pazienti, però, circa 230) e pubblicato da The Lancet  aveva invece bocciato. In particolare, va ancora verificato se l’antivirale di Gilead aiuta effettivamente le persone che comunque sarebbero guarite a farlo prima, se permette di non finire in terapia intensiva, se funziona meglio nei giovani o negli anziani e se dev’essere assunto subito o dopo il ricovero.

Intanto,  bisogna aspettare che i risultati dello studio USA sia pubblicati e quindi revisionati da altri esperti indipendenti che possano confermarne la validità dei risultati.

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