Toscana, già distribuite (gratis e grazie alle farmacie) 25 milioni di mascherine ai cittadini

Toscana, già distribuite (gratis e grazie alle farmacie) 25 milioni di mascherine ai cittadini

Roma, 4 maggio – Le farmacie, con il coronavirus ancora pericolosamente in agguato nel Paese (e nel mondo), sono per ammissione di tutti (a partire dal governo e dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri) sono un bene di primaria necessità. Ma un conto è affermarlo a parole, un altro essere coerenti e conseguenti con l’affermazione, come ha provato a essere la Regione Toscana, che dal 7 aprile al 30 aprile ha distribuito gratuitamente oltre 25 milioni di mascherine alla popolazione, mentre altri 4 milioni di pezzi sono in distribuzione, per un totale di circa 30 milioni di mascherine.

A rendere noti i numeri è la stessa Regione, in un comunicato ufficiale, dove parla di “un risultato straordinario raggiunto grazie alla collaborazione di Comuni, protezione civile, associazioni di volontariato, grande distribuzione e farmacie. In Toscana, come è noto, l’uso delle mascherine è obbligatorio in spazi chiusi, pubblici e privati, aperti al pubblico, quando in presenza di più persone è necessario il mantenimento della distanza sociale”.

“La mascherina”  sottolinea nella nota il presidente della Regione Enrico Rossi  (nella foto) “è un presidio di prevenzione, per questo noi in Toscana l’abbiamo resa obbligatoria e continueremo a distribuirla gratuitamente ai cittadini. Un doveroso ringraziamento va alle farmacie che con grande professionalità stanno assicurando questa distribuzione”.

Da oggi, 4 maggio, Estar  (l’ente strumentale per gli acquisti in sanità della Regione Toscana) garantirà un rifornimento quotidiano di 1,8 milioni di mascherine ai magazzini delle farmacie, così da rendere ancora più capillare la distribuzione. In tutto, alla fine di maggio saranno quasi settanta milioni le mascherine consegnate gratuitamente dalla Regione, un dato unico a livello nazionale.

“La Toscana”  ricorda ancora Rossi  “ha raggiunto questo obiettivo grazie all’immediata attivazione delle sue strutture ma soprattutto grazie alla pronta risposta che è arrivata dal suo tessuto industriale che già da metà febbraio ha iniziato la produzione di mascherine di tipo chirurgico in Tnt, tessuto non tessuto”.

“Anche nell’emergenza”  conclude il presidente toscano “siamo riusciti a tenere alto il valore del ‘made in Tuscany’”.

Adesso la distribuzione delle mascherine prosegue in tutte le farmacie della Regione: ogni cittadino, già a partire dai primi giorni di maggio, potrà ritirate 10 mascherine presentando semplicemente la tessera sanitaria.

Ma se dal comunicato della Regione emerge una situazione quasi idilliaca, c’è chi racconta un’altra faccia della medaglia. La situazione, vista da Filcams Cgil, che parla per i farmacisti dipendenti della farmacie private e delle municipalizzate, è infatti ben diversa:  la distribuzione esclusiva delle mascherine inviate dalla Regione avrebbe infatti già cominciato a produrre file tali da richiedere, in qualche caso,  l’intervento di carabinieri e polizia per dipanare il caos,  sollevando anche qualche preoccupazione per la salute di chi si assembra fuori e di chi lavora dentro.

Per questo motivo Filcams Cgil ha inviato una lettera al presidente della Regione Rossi, al prefetto Laura Lega, al sindaco Dario Nardella e (per conoscenza) a Cispel e a Federfarma in cui si chiede “di riconsiderare le modalità di distribuzione delle mascherine e di garantire a tutti coloro che lavorano in farmacia un rapido accesso ai test sierologici, per la tutela, loro e dei cittadini che vanno in farmacia”.

Preoccupa, in particolare, il carico di lavoro per i farmacisti, giunto ai limite del sostenibile. “Già da marzo” ricorda al riguardo la lettera Filcams Cgil “è stata messa in carico al personale delle farmacie la stampa delle ricette elettroniche. I medici mandano al paziente un codice con il quale poi recarsi in farmacia, dove i farmacisti devono scaricare le ricette. Ciò rallenta il lavoro di dispensazione”. Altri problemi: “La quantità delle mascherine è ogni giorno insufficiente. Si provocano lunghe file e proteste, fino a far intervenire la forza pubblica”. Poi i test sierologici: “Gli operatori delle farmacie sono considerati ad alto rischio di contagio. Ma dopo 20 giorni ancora l’Asl non ha comunicato alle farmacie e ai lavoratori la programmazione e quasi tutte le partecipate hanno prenotato i test nelle strutture convenzionate. Non abbiamo notizie dalle farmacie private. Capiamo la necessità del contenimento della spesa, ma crediamo che sia stato sottovalutato l’impatto di questi carichi aggiuntivi”.

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