Mascherine, Assoram: “Incomprensibile nostra esclusione da accordi con filiera distributiva”

Mascherine, Assoram: “Incomprensibile nostra esclusione da accordi con filiera distributiva”

Roma, 8 maggio – Anche Assoram,  l’Associazione operatori commerciali e logistici del farmaco, fa sentire la sua voce a proposito della vicenda mascherine, esprimendo preoccupazione per lle carenze del prodotto denunciate in questi giorni nel circuito distributivo e per il rimpallo di responsabilità tra parte pubblica e sigle che hanno sottoscritto il Protocollo del 1° maggio scorso, al quale è seguito ieri un nuovo accordo con le sigle della distribuzione intermedia.
“Ci siamo ritrovati tagliati fuori da una contrattazione tra parte pubblica e alcune sigle di rappresentanza della distribuzione intermedia e finale su aspetti che riguardano direttamente anche i distributori/concessionari di vendita nostri associati”  denuncia il presidente Pierluigi Petrone (nella foto). “Un’esclusione di cui non comprendiamo la motivazione, tanto più che ci siamo affrettati a comunicare al Commissario Arcuri che dovesse essere garantita la par condicio a tutte le imprese aventi titolo. Ad oggi non abbiamo avuto risposte, mentre il Governo persevera con l’accordo con due sole sigle di rappresentanza dei grossisti per la distribuzione alle farmacie delle mascherine di Stato a prezzo calmierato, senza considerare che filiera distributiva è più articolata e complessa”.
“Riteniamo sia fondamentale garantire il diritto alla salute dei cittadini, rendendo accessibili i prezzi delle mascherine e bloccando qualsiasi forma di speculazione” chiarisce il direttore generale Mila De Iurema ci aspettavamo che fossero prese in considerazione tutte le aziende su cui tali accordi impattano dal punto di vista economico e operativo. Cosa dobbiamo dire ai nostri associati?
Una domanda legittima e comprensibile, alla luce delle  richieste di chiarimento che continuano ad arrivare dagli associati sulla prassi da seguire e sugli accordi intervenuti con la struttura commissariale, richieste alle quali è problematico rispondere perché finora non è giunta nessuna comunicazione istituzionale. Un silenzio che, per i vertici di Assoram, è ovviamente inaccettabile.

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