Distributori intermedi, parte la distribuzione dei primi 3 mln di mascherine “calmierate”

Distributori intermedi, parte la distribuzione dei primi 3 mln di mascherine “calmierate”

Roma, 9 maggio – Dopo le polemiche, con tanto di sfuriata (ancorché per via telematica) dell’imbufalito commissario straordinario Domenico Arcuri (nella foto), le aziende della distribuzione intermedia rappresentate da Adf e Federfarma Servizi annunciano di essere finalmente in grado di procedere alla distribuzione dei primi tre milioni di mascherine chirurgiche messe a disposizione dallo stesso Arcuri “al costo-ingrosso fissato dallo Stato, dopo giornate difficilissime in cui i trader internazionali hanno dirottato le mascherine su mercati più redditizi”. La fornitura dovrebbe arrivare in queste ore e le reti  aziendali di Adf e Federfarma Servizi sono già pronte a distribuire i dispositivi, “rispettando tutti i termini dell’accordo”.

Lo comunica una nota congiunta alla stampa diramata dalle due sigle presiedute, rispettivamente, da Alessandro Morra e Antonello Mirone,  che ribadiscono di essere state e di continuare a essere “disponibili a trovare soluzioni concrete e realistiche per la distribuzione di mascherine chirurgiche alle 19.000 farmacie italiane”.
“Trattandosi di aziende investite di un servizio pubblico essenziale, che in questi oltre 70 giorni di emergenza sanitaria hanno svolto ininterrottamente nonostante le molteplici difficoltà da affrontare quotidianamente” si legge nel comunicato “i farma-distributori hanno collaborato ancora una volta con la parte pubblica nel sottoscrivere l’accordo proposto dal Commissario straordinario Arcuri”.
L’auspicio delle due sigle nazionali della distribuzione intermedia è quello di poter contare, dopo questa fornitura iniziale, su un flusso costante e una quantità di mascherine sufficiente ai bisogni della collettività, confermando al riguardo “l’impegno messo in campo a supporto del sistema sanitario del nostro Paese e della tutela della sua salute”.

A parte il fugace riferimento alle “giornate difficilissime”, la nota delle sigle dei distributori non fa alcun riferimento alla burrascosa video-riunione nella quale, due giorni fa, si sono sentiti accusare da Arcuri di aver “mentito allo Stato”, asserendo di avere nella loro disponibilità 12 milioni di mascherine, senza calcolare che nove milioni delle stesse  di fatto non vendibili perché prive del marchio CE o in attesa dei controlli e delle certificazioni dell’Istituto superiore di sanità. Mirone e Morra, in un’intervista al Corriere della Sera pubblicata ieri, derubricano la vicenda a una “incomprensione”, un “difetto di comunicazione”, dovuto alla fretta e al fatto che “il mercato delle mascherine per noi è nuovo, non ci è molto noto, qualche produzione e fornitura fraudolenta da parte cinese c’è stata”, come ha ammesso Morra, oltre che dalla fatica a trovare i fornitori, che preferiscono mercati più redditizi come Francia e Spagna, dove il prezzo è ugualmente calmierato ma fissato a 90 centesimi: “È  chiaro che un fornitore preferisca vendere a loro piuttosto che a noi” ha detto al riguardo Mirone, aggiungendo comunque che fare “un’operazione del genere per due centesimi a mascherina  è difficile”.

Queste, insomma, le ragioni che avrebbero impedito alle mascherine chirurgiche da 61 centesimi di euro di essere disponibili negli scaffali delle farmacie già da 4 maggio, con l’inizio della fase 2, dando vita alla Babele di polemiche e accuse degli ultimi giorni, che hanno avuto come principale bersaglio il soggetto più esposto,  le farmacie aperte al pubblico. Ma il presidente di Federfarma Marco Cossolo, anche al Corriere della Sera, ha voluto precisarlo ancora una volta: “Qualcuno ha detto che le farmacie nascondono le mascherine. Ingeneroso. Noi in questa storia siamo le vittime”. ha detto il leader dei titolari, a sottolineare che le colpe vanno ricercate e imputate, appunto, ad altri soggetti. Che forse non la prenderanno benissimo.

In ogni caso, la situazione sembrerebbe essersi sbloccata: il commissario straordinario ha chiesto a una delle sue aziende coinvolte nell’operazione “mascherine di Stato” (la Ares Safety, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera) si fornire a Federfarma Servizi e Adf le mascherine da servire. Ma serve tempo e senza aspettare Ares Safety, secondo quanto  scrive il quotidiano milanese le due sigle della distribuzione intermedia “hanno cominciato a rifornirsi stanotte dalle scorte della Commissione: tre milioni di pezzi che arriveranno per primi nelle farmacie entro stasera (ieri per chi legge, NdR)”.  Si saprà subito se è andata davvero così.

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