Sinasfa Lazio: “Titolari obbligati a fornire dispositivi di sicurezza ai dipendenti”

Sinasfa Lazio: “Titolari obbligati a fornire dispositivi di sicurezza ai dipendenti”

Roma, 9 maggio – Dura presa di posizione di Sinasfa Lazio contro quelle che vengono definite “pericolose storture”, ai tempi dell’emergenza Covid, nelle relazioni tra farmacisti titolari e collaboratori, oggetto di segnalazione da parte di “decine di colleghi”.

A denunciarle, in una breve nota stampa, è il responsabile regionale del sindacato, Valerio Battisti (nella foto),  spiegando appunto di aver ricevuto da molti farmacisti collaboratori  denunce circostanziate in ordine a un’insufficiente fornitura, da parte dei datori di lavoro, di dispositivi di protezione individuale, “cosa che ha creato ansia e preoccupazione nei molti colleghi esposti quotidianamente al rischio di infezione,  in particolare negli ultimi mesi in cui “l’emergenza e il rischio di contagio sono stati estremamente elevati”.
“Cosa se possibile ancor più grave è che una  buona parte di questi colleghi denunciano di aver dovuto pagare al datore di lavoro i Dpi loro forniti, mascherine guanti e disinfettanti” scrive Battisti, ricordando al riguardo che il datore di lavoro ha l’obbligo di legge, ai sensi del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (decreto legge n.81/2008) di fornire gratuitamente
e in quantità sufficiente per poter lavorare in sicurezza gli idonei dispositivi di protezione individuale. Non ottemperare a questa norma, da parte del datore di lavoro, è un reato penale punito con l’arresto da due a quattro mesi o con un ammenda che va da 1842,75 a 7371,03 euro.
“Questo comportamento è assolutamente deplorevole, e auspichiamo che sia solo il frutto di ignoranza dei più elementari e basilari concetti sulle norme di sicurezza” scrive Battisti. “Sinasfa Lazio invita i colleghi a chiedere il rimborso di quanto dovuto al proprio titolare  e a segnalare ulteriori criticità o comportamenti scorretti che dovessero ulteriormente continuare.  Per quanto ci riguarda” conclude “continueremo a vigilare e sostenere i collaboratori nelle azioni che metteranno in atto per vedere rispettati i loro diritti”.

 

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