Mascherine, Farmacie rurali d’Italia: “Vertici Federfarma inconcludenti, si dimettano subito”

Mascherine, Farmacie rurali d’Italia: “Vertici Federfarma inconcludenti, si dimettano subito”

Roma, 14 maggio – “Subito le dimissioni dei vertici nazionali di Federfarma e l’affidamento del governo sindacale al Consiglio delle Regioni, organismo nel quale le rappresentanze urbane e rurali sono egualmente presenti”. Questa la perentoria richiesta dei farmacisti associati a  Farmacie rurali d’Italia, sigla animata da Pasquale Sechi, Luigi Sauro, Alfredo Orlandi e Roberto Grubissa, rappresentativa delle farmacie delle piccole realtà rurali, affidata a un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri a seguito delle roventi polemiche sulla vicenda mascherine che hanno investito il settore.

La convinzione di Farmacie rurali d’Italia è che “la categoria dei farmacisti è messa alla gogna e si sente addossare le colpe del can can nato attorno all’approvvigionamento di mascherine. Gli attacchi da parte dei massimi rappresentati delle istituzioni e dell’esponente della Protezione civile non hanno trovato risposta in Federfarma che, invece di difendere la categoria, in un primo momento si è trincerata dietro il silenzio”.  Federfarma, in altre parole, è venuta meno al ruolo del sindacato, che è quello di “difendere e valorizzare una professione”, dimostrandosi “inadeguata e inadempiente”.

Sechi, Sauro, Orlandi e Grubissa sottolineano il particolare accanimento  nei confronti di “una categoria che sin dall’inizio di questa infausta pandemia non si è certamente risparmiata” e contro la quale “si continuano a riservare parole ingrate, anche da uno dei massimi rappresentanti delle istituzioni”,  con una sequela di giudizi negativi sulla rete delle farmacie e della distribuzione intermedia, accompagnati anche da pesanti allusioni su comportamenti speculativi.

“Rispetto a questi attacchi il movimento dei farmacisti rurali si attendeva, quanto meno, una presa di posizione forte e una difesa a spada tratta della categoria da parte del sindacato”. Che invece, a giudizio di Frdi, non c’è stata. Da qui la richiesta:  “Non possiamo certo conoscere la soglia della dignità dei nostri dirigenti”, ma “chiediamo le dimissioni immediate dei vertici, ritenendo la loro operatività inconcludente, superficiale e assolutamente priva di qualunque condivisione con gli organi statutari. Chiediamo che il governo sindacale sia affidato al Consiglio delle Regioni, organismo nel quale le rappresentanze urbane e rurali sono egualmente presenti”.

Quindi un invito ai colleghi: “Non vendete più mascherine, perché ci troviamo all’interno di un’anarchia tecnico–istituzionale–normativa”  spiegano nel loro comunicato Sechi, Sauro, Orlandi e Grubissa. “Non si riesce assolutamente a comprendere cosa sia in deroga alle norme per la vendita delle mascherine e, considerando le moltissime ispezioni in cui incolpevoli colleghi sono incappati per porsi al servizio della popolazione, consigliamo di sospendere l’erogazione di questi dpi, anche in considerazione di quanto riportato dall’eminente dirigente della Protezione civile sulle altre attività commerciali che le hanno poste in vendita e che evidentemente funzionano meglio di noi”.

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