Varato il Decreto Rilancio da 55 mld, via l’Iva da mascherine, guanti e disinfettanti

Varato il Decreto Rilancio da 55 mld, via l’Iva da mascherine, guanti e disinfettanti

Roma, 14 maggio – Vale 55 miliardi, il corrispettivo di due manovre finanziarie, e si propone di far ripartire l’economia del Paese, devastata dallo tsunami Covid-19, cercando di impedire che il suo Pil registri nel 2020 un crollo a due cifre dal quale riprendersi sarebbe estremamente problematico. Si tratta di quello che abbiamo imparato a conoscere come “decreto Aprile”, che invece è arrivato a maggio inoltrato e sarà consegnato alla storia come “decreto Rilancio”, un mega-intervento in 253 articoli che, nelle dichiarazioni del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (nella foto) è imponente “sia per le risorse che mette in campo sia per gli indirizzi molto forti con cui sosteniamo famiglie, imprese, sistema sanitario, ma gettiamo anche le basi per la ripartenza e la ripresa dell’economia”.

Ci saranno 15-16 miliardi per le aziende, 3,25 miliardi alla sanità, 1,4 miliardi a Università e ricerca, 2 miliardi per il turismo. E ancora un taglio delle tasse per 4 miliardi. Una sintesi dei contenuti del provvedimento-monstre è offerta da una scheda dell’agenzia Agi, alla quale rimandiamo. Le novità verranno comunque introdotte con un decreto legge (che sarà varato il 18 maggio) e non con un Dpcm, provvedimento sul quale il presidente del Consiglio dei Ministri  Giuseppe Conte chiede all’opposizione “un contributo in Parlamento”.

Tra le sue misure, il decreto Rilancio contiene anche la promessa riduzione dell’aliquota Iva per le cessioni di beni necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Più in dettaglio, per un lungo elenco di prodotti, a partire da quelli più comunemente usati come le mascherine protettive chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, i guanti in lattice, vinile e nitrile,  i detergenti disinfettanti per le mani e le soluzioni idroalcoliche, l’imposta sul valore aggiunto scende dall’attuale 22% (stessa aliquota applicata allo champagne, per intenderci) al 5%. Ma per contenere l’emergenza epidemiologica da coronavirus, le cessioni di tutti questi beni effettuate entro il 31 dicembre 2020 saranno esenti dal pagamento dell’Iva, con diritto alla detrazione dell’imposta.
La misura vale per tutti i beni necessari per il contrasto a Covid-19:  dai ventilatori polmonari, sistemi di aspirazione e umidificatori alle tute di protezione, i camici impermeabili e camici chirurgici, dalle strumentazioni per diagnostica per Covid-19 fino ai tamponi per analisi cliniche e alle attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo.

Altra misura di diretto interesse per la professione farmaceutica è la proroga della validità delle ricette limitative dei farmaci classificati in fascia A, il cui periodo di validità,  limitatamente al periodo emergenziale, viene prolungato per una durata massima di ulteriori 30 giorni. Per i pazienti già in trattamento con i medicina con ricetta scaduta e non utilizzata, la validità è prorogata per una durata di 60 giorni dalla data di scadenza.
Per le nuove prescrizioni da parte del centro o dello specialista dei medicinali, a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, la validità della ricetta è estesa a una durata massima di 60 giorni per un numero massimo di sei pezzi per ricetta, necessari a coprire l’intervallo temporale di 60 giorni e tenuto conto del fabbisogno individuale, fatte salve le disposizioni più favorevoli già previste, tra cui quelle per le patologie croniche e per le malattie rare. Nei casi in cui il paziente presenti un peggioramento della patologia di base o un’intolleranza, o nel caso in cui il trattamento preveda il monitoraggio di parametri che ne comporti la sospensione o l’aggiustamento della posologia, l’estensione di validità non potrà essere automatica, ma dovrà essere contattato il centro o lo specialista di riferimento con modalità che saranno definite dalle singole regioni.

Un’altra proroga riguarda i  piani terapeutici, che le limitazioni connesse all’emergenza in atto hanno reso più complicato rinnovare: si mira a prorogare nel periodo di emergenza da rischio epidemiologico i diversi piani terapeutici per persone con disabilità, che includono la fornitura di ausili e protesi per l’incontinenza, stomie, laringectomizzati e per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee e altri prodotti correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a domicilio.

Da segnalare anche le misure urgenti per potenziare e rafforzare la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico (Fse), finalizzato alla raccolta dei dati e dei documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito. Le misure proposte dal Decreto Rilancio riguardano la modifica di diversi aspetti, alla luce del parere formulato dal Garante della protezione dei dati personali con nota n. 13147 del 3 aprile 2020.

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