FarmacieUnite, lettera ad Arcuri sui giornali: “Meritiamo rispetto, lei ci deve chiarimenti”

FarmacieUnite, lettera ad Arcuri sui giornali: “Meritiamo rispetto, lei ci deve chiarimenti”

Roma, 15 maggio -Rispetto. È ciò che, a nome dei suoi associati, FarmacieUnite chiede al commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, dopo le  dichiarazioni rese da quest’ultimo nel corso della conferenza stampa tenuta due giorni fa nella sede della Protezione civile.  Dichiarazioni che, come ben noto, hanno suscitato molte e dure reazioni nel mondo della farmacia, delle quali il nostro giornale ha dato conto negli ultimi giorni.

Il sindacato presieduto da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto) ha però scelto di rivolgersi ad Arcuri pubblicamente, sollecitato da molti associati che (comprensibilmente irritati per i pesanti sospetti di comportamenti speculativi da parte delle farmacie sollevati dal commissario con alcune allusive dichiarazioni) hanno immediatamente lanciato una sottoscrizione spontanea per reperire risorse da investire nell’acquisto di una pagina su un quotidiano a diffusione nazionale, la Repubblica, e su diverse testate del Nord-Est, area di maggior radicamento del sindacato (le testate sono Il Mattino di Padova, La nuova Venezia, La Tribuna di Treviso e l’edizione del Friuli Venezia Giulia de Il Messaggero Veneto).
Nell’edizione di oggi, tutti questi giornali ospitano appunto una lettera aperta firmata dallo stesso Muschietti “a nome di  tutti gli associati di FarmacieUnite” e indirizzata al commissario Arcuri, molto civile nei toni (nella convinzione che l’interlocuzione con le istituzioni, anche nelle situazioni e circostanze più critiche, non debba mai scadere in eccessi rissaioli, che squalificano in primo luogo chi li usa) ma ferma e circostanziata nel chiedere al commissario di dare conto delle sue affermazioni.

FarmacieUnite, in buona sostanza, chiede ad Arcuri – con toni diversi da quelli della nostra sintesi giornalistica – di mettersi d’accordo con se stesso e con quel che dice. Avendo affermato da una parte, ripetendolo e sottolineandolo, che con le criticità di mercato delle mascherine chirurgiche “le farmacie non c’entrano niente”, ma avendo dall’altra anche fatto allusioni  a comportamenti speculativi  (“chi oggi afferma di non avere mascherine e di aver bisogno delle forniture del commissario, fino a qualche settimana le aveva e le faceva pagare ben di più ai cittadini”), FarmacieUnite stringe il commissario in un angolo, chiedendogli di rispondere a una semplice domanda: a quale delle due frasi da lui pronunciate, in così stridente contraddizione, bisogna credere?

Il sindacato, ovviamente, assume che la frase “vera” sia quella con la quale Arcuri riconosce la completa estraneità delle farmacie ai problemi verificatisi in materia di mascherine, derubricando  implicitamente l’altra nel novero delle intemperanze verbali che non dovrebbero mai sfuggire ma che, quando il clima del confronto è teso, capita possano sfuggire. Ma siccome si tratta di una frase  “disonorante e ingenerosa soprattutto alla luce di tutto il lavoro e la disponibilità che nella fase di picco emergenziale le farmacie hanno svolto a esclusivo servizio dei cittadini”, pagando anche altissimi prezzi personali, Arcuri ha l’obbligo e il dovere di fare chiarezza sul punto “oltre ogni ragionevole dubbio”.
“Crediamo che debba chiarire a noi e a tutti gli italiani se le nostre farmacie ‘non c’entrano‘ con le carenze di mascherine o se invece sono negozi preoccupati solo di speculare” scrive FarmacieUnite nella lettera aperta pubblicata oggi. “Crediamo che questo chiarimento ci sia dovuto in quanto da più di un secolo siamo professionisti sanitari che, nel vivo del territorio, 365 giorni all’anno e 24 ore su 24 sono a disposizione per rispondere ai bisogni di salute della comunità in cui operano. Le farmacie, in altre parole, sono sempre state e continueranno sempre a stare dalla parte dei cittadini”.
Nessuna polemica, dunque, men che meno “in questo momento di emergenza sanitaria che richiede l’impegno di tutte le nostre energie”.  Ma anche nessuno sconto: Arcuri non farà fatica a comprendere che alcune sue recenti dichiarazioni “hanno profondamente ferito migliaia di colleghi che, dalle trincee dei loro banconi, non ritengono davvero di meritare anche solo l’ombra di un sospetto in ordine al loro servizio professionale”.
Ma il sindacato presieduto da Muschietti confida che il commissario straordinario, “consapevole di come il buon nome e l’onorabilità di un’intera categoria professionale siano valori che non possono essere esposti al rischio di equivoci e fraintendimenti, saprà fornire i chiarimenti e le rassicurazioni del caso, con la sensibilità di chi assolve importanti funzioni in rappresentanza dello Stato”.

E se così non dovesse essere? FarmacieUnite non prende in considerazione l’ipotesi, che (ove si verificasse) esporrebbe Arcuri a una figura a dir poco infelice sotto il profilo del corretto comportamento che un civil servant è tenuto sempre a mantenere.  E, ancora di più, suonerebbe come una fuga del commissario dalla responsabilità delle cose che ha detto, con tutto ciò che inevitabilmente ne conseguirebbe in termini di credibilità sua e dell’istituzione che rappresenta.

 

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