GdF, in Molise e Abruzzo denunce e sequestri (per 600 mila euro) di mascherine irregolari

GdF, in Molise e Abruzzo denunce e sequestri (per 600 mila euro) di mascherine irregolari

Roma, 15 maggio – Guardia di Finanza sugli scudi con una serie di operazioni condotte nel territorio della provincia meno popolosa d’Italia, quella di Isernia, nell’ambito delle attività finalizzate a contrastare illeciti e derive speculative connessi all’emergenza Covid, che hanno portato al sequestro di circa 100mila mascherine irregolari, in parte anche importate dall’estero.

La prima operazione è stata condotta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Isernia a Venafro, dove è stato intercettato un furgone con due persone. Alla guida c’era il titolare di una società con sede in provincia di Isernia. Nel corso del controllo, sono state rinvenute a bordo del veicolo  31mila mascherine, del tipo Ffp2 modello “KN95”, fabbricate in Cina. Da un preliminare esame della documentazione, la merce è risultata importata e commercializzata senza possedere i prescritti requisiti di sicurezza, in quanto sprovvista della marcatura “CE”, ovvero delle certificazioni dell’Istituto superiore di sanità o dell’Inail.

I militari hanno così proceduto a una immediata perquisizione nella sede della società, dove  hanno trovato ulteriori 2.500 mascherine, diverse dalle precedenti, ma con le medesime difformità. I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare in provincia di Perugia il luogo di stoccaggio delle mascherine Ffp2 che appartenevano al medesimo lotto rinvenuto sull’automezzo fermato e controllato poco prima.

A quel punto delle pattuglie dipendenti delle Fiamme Gialle si sono recate proprio nella sede di una società di Perugia, dove hanno trovato ulteriori 43.000 mascherine identiche. L’intera attività si è conclusa con il sequestro di 76.500 mascherine e la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Isernia degli amministratori delle due aziende per i reati di contraffazione e frode nell’esercizio del commercio.

Un’altra operazione, condotta dai finanzieri della Tenenza di Venafro, ha avuto origine da un controllo nella sede di una società con sede nella stessa provincia di Isernia. All’interno dei locali aziendali sono stati trovati oltre 11.000 “dispositivi in tessuto ad uso civile”, pronti per essere commercializzate come “mascherine chirurgiche”

Dall’esame della documentazione esibita e dagli approfondimenti sulla contabilità aziendale gli agenti della GdF sono risaliti al fornitore e produttore della merce, una società della provincia di Benevento. La successiva perquisizione, eseguita dai militari operanti che si sono portati nel Beneventano, ha fatto scoprire circa 4.000 analoghi dispositivi di protezione irregolari. L’operazione si è conclusa con il sequestro di 15.000 mascherine e la denuncia dei rappresentanti legali delle due aziende per il reato di frode nell’esercizio del commercio.

Qualche giorno prima,  le stesse Fiamme Gialle di Venafro erano intervenute a Sesto Campano dove hanno fermato un mezzo proveniente dalla vicina Campania, con a bordo il titolare di una ditta individuale con sede nella provincia di Napoli. Nel corso del controllo del veicolo sono state rinvenute al suo interno “mascherine in tessuto”, risultate non in regola con le disposizioni del Codice del Consumo. Dai successivi accertamenti, è emerso che i dispositivi sarebbero stati destinati ad una società tessile della provincia di Isernia, che ne aveva commissionato la produzione per venderli. L’attività si è conclusa con il sequestro amministrativo di 3.200 dispositivi di protezione e con la segnalazione della persona fermata per strada e del rappresentante legale della società molisana alle Camere di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Napoli e Campobasso, che si occuperanno di comminare le sanzioni amministrative.

Un’altra operazione è stata eseguita da personale del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Isernia, nel corso di un dispositivo di controllo sulla SS85 Venafrana. Nel corso del controllo di un furgone, con alla guida un soggetto risultato titolare di un esercizio commerciale della provincia di Chieti, proveniente da Napoli, sono stati rinvenuti dei colli di cartone contenenti mascherine di tipo chirurgico, risultate non regolari perché non avevano i prescritti requisiti di sicurezza ed erano privi delle certificazioni dell’Istituto superiore di sanità o dell’Inail e recanti un falso marchio CE. L’operazione ha consentito di sequestrare 5.550 mascherine e di denunciare il responsabile alla Procura della Repubblica di Isernia per il reato di contraffazione e frode nell’esercizio del commercio.

Le diverse operazioni hanno consentito, complessivamente, di bloccare la diffusione di mascherine non regolari dal valore commerciale stimato in oltre 600 mila euro, che avrebbero esposto al rischio la salute degli ignari acquirenti.

Ma, sempre sulla dorsale adriatica, va segnalata anche l’operazione della Guardia di Finanza della Tenenza di Nereto, nel Teramano, che a seguito di una serie di  approfondimenti investigativi svolti su una società di Sant’Egidio alla Vibrata, ha proceduto al sequestro amministrativo di 126.600 mascherine facciali prodotte in sub-appalto per conto della Regione Piemonte.

I dispositivi generici di protezione, confezionati singolarmente, oltre al logo e la dicitura “Regione Piemonte”, recavano sull’etichettatura esterna la dicitura “Prodotto e confezionato da aziende piemontesi”, quando nella realtà, i finanzieri hanno constatato che sia la produzione che il relativo confezionamento avvenivano di fatto presso l’azienda teramana (che si è avvalsa anche di un’ulteriore azienda ubicata sempre nella Val Vibrata, gestita da cittadini cinesi), con la sola materia prima fornita dal committente.

La dicitura non veritiera sulla provenienza delle mascherine costituisce violazione dei principi stabiliti dal Codice del Consumo (D. Lgs. 206/2005).

Comprensibilmente soddisfatto il commento filtrato dalla Guardia di Finanza: “Le attività svolte testimoniano, ancora una volta, il quotidiano impegno della Guardia di Finanza a tutela della salute dei cittadini e dell’economia nazionale nel particolare momento che sta vivendo il Paese. In tale contesto inedito, il Corpo è schierato in prima linea nel concorrere al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, rafforzando ulteriormente, in ossequio alle sue specificità di polizia economico-finanziaria, le attività operative a contrasto delle frodi e delle pratiche commerciali disoneste e ponendosi quale sicuro punto di riferimento per la collettività”.

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