Covid, Cartabellotta (Gimbe): “Regioni in ordine sparso su tamponi e test”

Covid, Cartabellotta (Gimbe): “Regioni in ordine sparso su tamponi e test”

Roma, 20 maggio –  Dai tamponi ai test sierologici, Regioni in ordine sparso nella gestione dell’emergenza sanitaria in Fase 2.

A lanciare l’allarme è ancora una volta Nino Cartabellotta (nella foto),  presidente della Fondazione Gimbe: “Le decisioni sulle riaperture”  afferma “hanno anteposto gli interessi economici alla tutela della salute. Tuttavia la dichiarazione del presidente del Consiglio Conte secondo cui si tratta di un rischio calcolato è smentita dall’impossibilità stessa di calcolarlo, perché la gestione e il monitoraggio dell’epidemia sono affidati a 21 sistemi sanitari che decideranno in base a una situazione epidemiologica autocertificata. La storia insegna che non è sano quando controllore e controllato coincidono”.

In particolare, secondo Gimbe, sul fronte dei test diagnostici, a fronte di una media nazionale di 61 per 100 mila abitanti al giorno, si va dai 17 della Puglia ai 166 della Val D’Aosta. Dati che sanciscono “ancora prima della sua introduzione il fallimento della app Immuni, che per definizione è uno strumento tampone-dipendente”, è la tranciante osservazione al riguardo della Fondazione.

Altro elemento critico, rileva Cartabellotta, è il grande ritardo con cui è partita l’indagine siero-epidemiologica nazionale, così che “non sappiamo quando ci saranno i risultati; mentre le Regioni stanno utilizzando test differenti”. E non basta: anche Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) per la gestione dei casi positivi sono declinate in maniera differente sul territorio nazionale.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi