Fase 2, Boccia: “Regioni, alcune avanti altre meno, ma tutte si impegnano. Arcuri, gran lavoro con le mascherine”

Fase 2, Boccia: “Regioni, alcune avanti altre meno, ma tutte si impegnano. Arcuri, gran lavoro con le mascherine”

Roma, 20 maggio – “Stiamo risolvendo in corsa anche il problema delle mascherine, le Regioni hanno le riserve. Il commissario ha fatto un grande lavoro. E si è messa in piedi una filiera industriale nuova”. A dirlo è Francesco Boccia, ministro degli Affari regionali, che in un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano la Repubblica, legittima e di fatto promuove l’operato del commissario straordinario all’emergenza Domenica Arcuri in materia di gestione di una questione che ha scatenato proteste e polemiche a non finire che (purtroppo e ingiustamente) hanno finito per ricadere soprattutto – se non soltanto – su chi, come le farmacie aperte al pubblico, non aveva alcuna responsabilità per le situazioni quasi kafkiane venutesi a creare in ordine alla disponibilità di questi prodotti sul circuito distributivo nazionale.

Ma la questione della introvabilità dei Dpi non è stata l’unica toccata da Boccia: “Chiudere tutto è stato doloroso e sofferto, ma necessario. E dal punto di vista di gestione della cosa pubblica era più semplice. Adesso che devi rimettere in moto non solo la vita, ma far ripartire l’economia con regole nuove, non puoi pensare di normare da Roma i passi che muove ogni essere umano che sta riaprendo. Ci sono 21 organizzazioni territoriali sanitarie diverse e nella fase 2, se esplode il contagio, devono reggere quelle” ha detto infatti il ministro, tornando sulla questione cruciale del “chi fa cosa” tra Stato e Regioni.

“Abbiamo messo in sicurezza l’Italia chiudendo e facendo passare l’R0 da 3,5/4 a 0,4-0,5. Adesso abbiamo detto: potete riaprire. Non si potrà più dire ai vari comparti: il governo non vuole. Ma bisognerà fare tutto con grande rigore, dimostrare di essere in grado” ha quindi sottolineato Boccia. “Lo Stato deve investire sulla prevenzione territoriale pubblica, i finanziamenti che sono serviti e serviranno ad affrontare l’emergenza siano una grande occasione per farlo. Non tollereremo che i ventilatori polmonari inviati anche grazie alle forze armate dal commissario e dalla Protezione civile finiscano nei magazzini. Devono essere tutti operativi. L’epidemia non è finita. Se qualcuno vuole ridurre le terapie intensive se lo scordi. Su questo punto non ci sarà trattativa e lo Stato farà lo Stato”.

“I tamponi  sono stati distribuiti: tre milioni fino a oggi e altri cinque in arrivo” ha detto ancora il ministro agli Affari regionali. “Siamo il Paese che ne ha fatti di più al mondo e li aumenteremo. Il tracciamento mi sembra prosegua bene, i test sierologici secondo me hanno bisogno di una revisione. Ci sono Regioni che sono avanti, altre meno. Ma, posso dirlo per cognizione di causa, stanno lavorando tutti con grande impegno”.

Un cenno anche a un’altra questione controversa, quella del tracciamento dei positivi: “L’app Immuni sarà pronta a fine maggio e cancellerà molte polemiche”  ha detto al riguardo Boccia “a partire da quella sulla privacy a cui siamo stati attentissimi dicendo no al Gps e sì al Bluetooth. Ma voglio essere chiaro: non è che il tracciamento dei positivi e dei loro contatti adesso non si stia facendo. Si fa a mano, ma si fa”.

Quindi la conclusione sulla questione mascherine, “risolta in corsa”, con tanto di complimenti al “grande lavoro” di Arcuri

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