Ipercolesterolemia, approvazione europea per l’acido bempedoico

Ipercolesterolemia, approvazione europea per l’acido bempedoico

Roma, 21 maggio – Le statine, evidentemente, non bastano, se è vero che fino all’80% dei pazienti affetti da ipercolesterolemia non riesce a raggiungere gli obiettivi indicati dalle ultime linee guida congiunte della European Society of Cardiology (Esc) e della European Atherosclerosis Society (Eas) e restano quindi ad alto rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus. Per loro, sarà a breve disponibile una nuova arma terapeutica, un farmaco in compresse a base di acido bempedoico il cui utilizzo ha ottenuto il placet, un mese fa, della  Commissione europea,  sia per lìimpiego in monoterapia sia e in associazione con ezetimibe, per il trattamento degli adulti affetti da ipercolesterolemia primaria (familiare eterozigote e non familiare) o dislipidemia mista.

Ad accendere un riflettore sul nuovo farmaco (nome commerciale  Nilemdo) è un articolo pubblicato sul sito dell’Osservatorio Malattie Rare (Omar), che spiega come l’acido bempedoico. sviluppato dal gruppo farmaceutico giapponese Daiichi Sankyo, ha un meccanismo d’azione complementare a quello delle statine e delle altre terapie ipolipemizzanti e, se usato in aggiunta a queste, consente un’ulteriore riduzione del colesterolo Ldl: fino al 28% rispetto al placebo. Il farmaco, che si somministra una sola volta al giorno, inibisce a livello epatico l’enzima ATP citrato liasi (ACL), coinvolto nel processo di sintesi del colesterolo a monte del target delle statine. L’acido bempedoico, inoltre, non è attivo nel muscolo scheletrico, e ciò diminuisce la possibilità di avere eventi avversi muscolo-correlati.

L’acido bempedoico può essere associato a ezetimibe: queste due molecole, insieme, combinano dunque due modalità complementari di riduzione del colesterolo. Il primo farmaco, infatti, riduce la produzione epatica del colesterolo, mentre il secondo inibisce selettivamente l’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare (quello assunto con la dieta). In un trial clinico di Fase III, questa associazione ha ridotto i livelli di colesterolo Ldl del 38% rispetto al placebo, in pazienti ad alto rischio che assumevano statine alla massima dose tollerata o che non le avevano mai assunte per intolleranza. Un’analisi combinata ha confermato inoltre la sicurezza dell’acido bempedoico, il cui uso è stato associato a eventi avversi simili a quelli riscontrati con placebo.

L’approvazioni dell’acido bempedoico – in monoterapia e in associazione con ezetimibe – è stata supportate dai dati del programma di sviluppo clinico Clear, condotto ad oggi in oltre 4.000 pazienti a rischio alto e molto alto. I primi risultati di questi studi sono stati presentati nel novembre 2019 a Philadelphia, al congresso dell’American Heart Association (Aha). Da due analisi combinate di quattro trial clinici di fase III è emerso che l’acido bempedoico, in aggiunta alle consuete terapie ipolipemizzanti di base, riduce il colesterolo in modo considerevole senza influenzare negativamente il controllo glicemico. Questi risultati hanno convinto anche il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, che il 31 gennaio scorso ha raccomandato l’approvazione della molecola, anche in combinazione con ezetimibe.

Due mesi dopo, ulteriori dati incoraggianti del programma Cear sono stati presentati in streaming durante il congresso annuale dell’American College of Cardiology, che si è svolto virtualmente insieme al Congresso Internazionale di Cardiologia. Secondo gli studi di fase III, l’acido bempedoico è stato in grado di ridurre del 42% la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), un marker chiave dell’infiammazione associata a malattia cardiovascolare, a prescindere dalla presenza o dall’intensità della terapia statinica di base. I dati dello studio di fase II, in aggiunta, hanno evidenziato una riduzione del 40% di colesterolo LDL nei pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio di eventi cardiovascolari. Una settimana dopo è arrivata l’approvazione definitiva del farmaco da parte della Commissione europea.

L’articolo di Omar ospita il commento, piuttusto benevolo, che Alberico L. Catapano, professore di Farmacologia all’Università di Milano e direttore della task force per le nuove Linee guida europee per il trattamento delle dislipidemie, riserva al nuovo farmaco. “Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Europa: uccidono oltre quattro milioni di persone ogni anno. Un alto livello di colesterolo Ldl è una delle maggiori cause di infarto, ictus e altri eventi che possono condurre alla morte, e le Linee Guida ESC/EAS raccomandano quindi una riduzione significativa del colesterolo Ldl al fine di ridurre il rischio cardiovascolare” premette Catapano. “L’approvazione dell’acido bempedoico e della sua associazione fissa con ezetimibe ci fornisce nuove importanti opzioni di trattamento che possono essere aggiunte ad altre terapie ipolipemizzanti per ridurre il colesterolo LDL nelle persone a rischio di eventi come infarto e ictus”.

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